Quattro anni all’ex vigile Fabiano: per la “cricca” del malaffare altre tre condanne e due rinvii a giudizio

Quattro anni di reclusione per Antonio Fabiano, ex comandante dei vigili, e rinvio a giudizio per Domenico Staffieri, l’ex comandante del Nucleo carabinieri dell’Ispettorato del lavoro.

Si è conclusa con quattro condanne, un patteggiamento e due rinvii a giudizio, ieri davanti al gup Giulia Pravon, l’udienza preliminare per l’«Operazione Spot», un filone della più vasta inchiesta per corruzione in provincia di Novara che aveva portato la polizia stradale ad indagare sulle multe e la cartellonistica pubblicitaria di Romagnano Sesia.
Antonio Fabiano, 59 anni, comandante della polizia municipale del paese ora in pensione, difeso dall’avvocato Claudio Bossi, è stato condannato a 4 anni con giudizio abbreviato.
I reati contestati: concorso in corruzione, falso ideologico, ricettazione, abuso d’ufficio (riqualificato dal giudice come omissione d’atti d’ufficio), e peculato d’uso, imputazione da cui è stato assolto.
Tre funzionari della Provincia – Pietro Bagnati, Daniele Bottinelli, Roberto Fregonara – difesi dall’avvocato Gianni Correnti, sono stati condannati a 8 mesi ciascuno con i benefici di legge, mentre Federico Murgia, medico dell’esercito, difeso dall’avvocato Codegone, ha patteggiato 9 mesi. Contro i quattro si sono costituiti parte civile il Comune di Romagnano (avvocato Carla Zucco), e la Provincia, con l’avvocato Edoardo Pozzi: il tribunale ha stabilito un risarcimento del danno all’immagine rispettivamente di 20 mila e 10 mila euro.
Staffieri, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta, andrà a giudizio ordinario il 6 marzo, assieme a una delle posizioni più marginali, quella di Moreno Folino, ex dipendente di una ditta che avrebbe posato tre cartelloni pubblicitari senza autorizzazione. Accolto l’impianto accusatorio sostenuto dal pm Giovanni Caspani.

Tutto era partito nel maggio del 2008. Dopo mesi di indagini, emerse una gestione definita «decisamente fantasiosa», disinvolta, del comando di polizia municipale a Romagnano, dove Fabiano aveva «fatto cassa» in violazione delle normative, agevolato ditte di conoscenti utilizzando gli strumenti dell’ufficio, o chiuso un occhio sulle contravvenzioni. Il tutto con la collaborazione di Murgia, che rilasciava certificati medici relativi al rinnovo della patente senza verificarne i requisiti. L’avvocato Bossi ha parlato di reati inesistenti: scontato l’appello.

 

 

 

 

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