Maxi-processo contro la ‘ndrangheta a Milano: condannato il novarese Rocco Coluccio

Ieri sera, tra i nomi dei condannati presenti nel dispositivo della sentenza del GUP di Milano Roberto Arnaldo, c’era anche il suo: Rocco Coluccio. Il processo, nato dall’operazione “Infinito” aveva portato alla sbarra più di 150 imputati. Una parte consistente, tra cui l’imprenditore novarese, aveva scelto il rito abbreviato e ieri è arrivata la condanna per ben 110 persone su 119; di fatto una conferma di tutto l’impianto accusatorio.

Per il biologo novarese l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessandra Dolci, aveva chiesto 8 anni per associazione esterna di stampo mafioso; il giudice lo ha condannato a 6 anni.

Le motivazioni della sentenza (il giudice ha 60 giorni di tempo per depositarle) saranno fondamentali per capire le motivazioni della condanna, che, com’è noto, è solo al primo grado di giudizio e, pertanto, non accerta la colpevolezza di Coluccio. A oggi, sono noti i motivi dell’arresto che hanno poi sostenuto anche le richieste dell’accusa: Coluccio, nell’ordinanza del GIP, viene indicato come “il responsabile del locale di Novara”, ma soprattutto, ai fini del procedimento di custodia cautelare gli viene contestato “il ruolo che ha avuto nella fase preparatoria al summit di Paderno Dugnano del 31.10.2009 all’esito del quale è stato nominato il nuovo MASTRO GENERALE della LOMBARDIA. Sin dal mese di ottobre 2008 si sono registrati contatti ed incontri tra COLUCCIO Rocco ed affiliati della locale di Cormano, in particolare con LUCA’ Nicola…”

Se dalle motivazioni della sentenza riceveremo conferma che Coluccio è stato condannato anche in quanto “responsabile del locale di Novara”, la domanda fondamentale diventa: chi sono gli altri membri del sodalizio criminale sul territorio novarese?

Prosegue intanto l’iter per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario. Tra loro anche gli altri due “novaresi” arrestati nell’operazione Infinito: Carmine Verterame (residente a Borgomanero) e Fabrizio Parisi (residente a Ghislarengo).

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