Mafie e democrazia. Luciano Violante a Novara

“La mafia al nord, per la prima volta, si sviluppa secondo meccanismi simili a quelli tipici delle regioni del Sud”, esordisce Luciano Violante ieri sera all’Albergo Italia durante un incontro su Mafie e Democrazia organizzato dall’associazione La Torre- Mattarella di Novara. Una delle differenze tra gli anni ’90 (quando Violante era stato a capo della Commissione Antimafia) e oggi è proprio questo: prima al Nord avevamo il riciclaggio attraverso le banche (Banco Ambrosiano e Banca Privata Finanziaria di Sindona) e il traffico di droga; oggi, invece litigano in Calabria per chi deve comandare a Rivoli (TO). L’onorevole Violante ha anche ricordato come, dall’ultimo rapporto della DIA, emerga che il più alto numero di segnalazioni per operazioni sospette di riciclaggio arrivino dalla Lombardia e a seguire dal Piemonte.

Una delle immagini più significative che l’ex-presidente della Camera ha evocato è quella di un campo pieno di erbacce: continuiamo a strappare l’erba senza mettere mani al terreno. Se continueremo a strappare le erbacce senza arare la terra nel giro di poco tempo ci ritroviamo sempre al punto di partenza senza aver risolto il problema. Ecco, nella stessa maniera, si continuano ad arrestare capi-mafia ma non risolviamo il problema della mafie. Perché, anche nel caso delle mafie, nessuno ara il terreno, che, fuori di metafora, ci dice Violante, significa mettere mani ai rapporti di forza tra mafie e politica e ricominciare a praticare una pedagogia dell’etica pubblica.

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