Tappabuchi

“Ciò che chiediamo, è rendere più partecipe l’amministrazione di minoranza del comune e le associazioni sui dati e i fatti relativi all’ambiente”. Questa è la richiesta chiara, espressa oggi in tarda mattinata da Davide Perini, membro dell’associazione La Torre-Mattarella e rappresentante di una rete vasta di cittadini che da anni indaga a Romentino sulla gestione delle cave.

Quello delle cave è un problema con cui il comune di Romentino fa da tempo i conti, ma mai come in questi ultimi giorni l’opinione pubblica e la stampa avevano focalizzato l’attenzione sull’illegalità dilagante che interessa l’attività del movimento terra.
“I problemi che Romentino affronta – continua Perini – sono di tre tipi: primo, il problema economico” derivato dall’incapacità del comune di riscuotere in modo appropriato i costi dell’attività svolta dalle imprese. Costi troppo spesso minimali, si sottolinea, se paragonati alle ingenti somme di denaro che rientrano alle imprese con la vendita della terra e con il riempimento degli spazi. Guadagni molto elevati se si agisce in vie del tutto legali, mastodontici se si permette che la propria attività sia posta al servizio delle economie criminali in campo ambientale; ovvero quelle che provvedono all’eliminazione illecita, in questa o quella cava, di rifiuti speciali aziendali, altrimenti onerosi da smaltire legalmente.
“Il secondo problema è quello ambientale”, quello della malagestione dello spazio naturale. Il problema posto in luce con forza dall’ARPA, dal corpo forestale e dai cittadini, che denunciano la grave situazione registrata dalle analisi tecnico-ambientali: rifiuti tossici, cancerogeni, policlorobifenili.
“Il terzo problema è quello legato alla salute dei cittadini”, vere vittime di un incontrollato sistema di affari e negligenze che portano fino ad oggi.

Le responsabilità sembrano da imputare tutte all’amministrazione Paglino, assopita nel non prestare ascolto alle numerose segnalazioni poste in essere dall’associazione “Vivi Romentino”, almeno fino all’ultima rimbeccata del consigliere d’opposizione Alessio Biondo durante l’ultimo consiglio comunale. Nuova occasione in cui il consigliere si scaglia contro “l’irresponsabile leggerezza dell’amministrazione comunale”, portando le prove del fatto che, oltre il sequestro della cava Vallona (maggio 2011), di proprietà di Riccardo Vincenzino, gli scavi sono continuati nei mesi, fino a giungere alla falda acquifera e provocarne la tossicità.

Di ciò che è emerso durante la conferenza stampa, ciò che più inquieta delle testimonianze è la difficoltà incontrata dalle associazioni nel reperire documentazione pubblica. Un vero e proprio muro omertoso, ostruente, che impedisce la trasmissione d’informazioni dall’amministrazione pubblica ai cittadini; documentazione relativa alle analisi svolte e ai permessi concessi, per sua natura pubblica.
“E’ ora di vederci chiaro -dice Biondo nel suo intervento – tralasciando le difficoltà incontrate nel rilascio dei documenti da parte degli uffici comunali, tanto da dover minacciare l’esposto per ottenerli, cosa che non va certo nella direzione della trasparenza”

Roberto Leggero pone acutamente l’attenzione sugli interessi, tutti nostrani, della gestione illegale dei traffici di rifiuti. “Quello che è già avvenuto in Lombardia -dice, riferendosi alla storia criminale di una regione che da ormai vent’anni vede il dominio indiscusso delle ‘ndrine nel movimento terra – sta avvenendo anche qui”.
Qui però si è organizzata una risposta virtuosa, “esemplare per tutte le altre realtà limitrofe”. L’obiettivo dell’associazione La Torre-Mattarella, continua Leggero, è quello di portare il metodo d’indagine della realtà Romentinese in tutte le altre zone a rischio.

Che la questione politica sia centrale, è evidente.
Come osservatorio dobbiamo, ancora una volta, mettere in luce l’assenza di anticorpi efficaci nei nostri territori. Anticorpi che non devono essere discriminanti su fatti di mafia e di altri non propriamente detti, ma che devono porre in evidenza alle amministrazioni l’elevata permeabilità delle nostre realtà a metodi di gestione illeciti, dannosi, delle risorse pubbliche; anticamera delle infiltrazioni mafiose.

Mattia Anzaldi

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