Per dare un calcio alle mafie…

Appassionati di calcio e non si sono ritrovati la sera di mercoledì 5 ottobre per discutere, insieme ai due ospiti Daniele Poto e don Franco Finocchio, della malattia che ha ormai infettato il nostro sport nazionale di punta: il calcio.
Il giornalista sportivo, autore de “Le mafie nel pallone” con 35 anni di carriera alle spalle, parla con grande disillusione e realismo del mondo oscuro e malavitoso che si nasconde dietro alle partite della domenica, e non lesina aneddoti e racconti di episodi più o meno clamorosi di criminalità infiltrata “nel pallone”: dalle vicende del Potenza di Postiglione alla scalata di Chiniglia ai danni della Lazio nel 2006; e individua nel sistema economico calcistico un sistema ormai marcio, dove a farne le spese sono i tanti italiani che, prima di essere tifosi, si sentono cittadini. Si discute dell’enorme giro di affari sulle scommesse, della Calciopoli anni ’80, fino alle partite truccate, ai calciatori omertosi per convenienza. Quale soluzione?

Don Franco, tifoso appassionato, sa che per lo sport deve passare per l’educazione: e proprio il calcio, in virtù della sua popolarità, può farsi portatore di nuove esperienze di vita e di legalità importanti. Per questo con i bambini della sua associazione sportiva di S. Rita ha deciso di dare vita a un nuovo modo di “giocare” il calcio, che passa soprattutto fuori dal campo: un codice etico da firmare per i genitori e un gemellaggio con la squadra di Rosario Esposito La Rossa (già noto amico di Libera Novara), a Scampia, per imparare che oltre al pallone, nel calcio, c’è molto di più.

Luca Zanetta

 

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2 Risposte

  1. Daniele Poto ha detto:

    Me lo tagghi per favore nella mia bacheca di facebook. Io non so come fare
    Grazie

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