Una generazione all’opera

Cosa spinge una quarantina di ragazzi tra i 14 e i 18 anni a incontrarsi a scuola un pomeriggio alla settimana, a fine settembre, quando le poche pagine da studiare e le giornate ancora calde permetterebbero di trascorrere il tempo in modo diverso?
Le motivazioni possono essere tante, probabilmente sono diverse per ognuno di questi giovani. In ogni caso però, a giudicare dall’obiettivo comune, sono tutte ragioni valide e nobili, dato che il fine di queste riunioni è la creazione del presidio di Libera di Borgomanero.

Essendo un presidio scolastico nato all’interno del Liceo Scientifico G. Galilei, la maggioranza dei partecipanti frequenta l’istituto stesso; ad essi si sono però aggiunti alcuni studenti dell’istituto “don Bosco”.
La presentazione del neonato presidio coinciderà con l’incontro di martedì 4 ottobre tra i ragazzi delle scuole di Borgomanero e don Giacomo Panizza, prete bergamasco trasferitosi a Lamezia Terme per contribuire alla lotta contro le mafie.
La terza riunione di Libera, l’ultima prima dell’incontro con don Panizza, verteva proprio sulla preparazione di questa giornata. Tra i ragazzi del presidio, una decina saranno impegnati nel porre all’ospite domande di varia natura sul suo libro “Qui ho conosciuto Purgatorio, Inferno e Paradiso” e sulla comunità da lui fondata (“Progetto Sud”), mentre gli altri ragazzi presenteranno in modo originale che significato hanno per loro temi come quello  della legalità, dei diritti e dei doveri, il confronto con gli altri e la voglia di far parte davvero della generazione che segnerà le sorti della nostra società.
In una parola, cosa significa fare parte di Libera.

Lisa Fasola e Francesco Teruggi

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