Sequestrati beni della ‘ndrangheta ad Alessandria

La Polizia di Alessandria ha sequestrato i beni di Antonio Maiolo, uno dei 7 arrestati nell’operazione Maglio sulle infiltrazioni di ‘ndrangheta tra Piomonte e Liguria

Il 2 settembre scorso, per la prima volta in Provincia di Alessandria, la Polizia di Stato ha eseguito un sequestro di beni mobili ed immobili di proprietà o direttamente riconducibili ad un soggetto gravemente indiziato di appartenere ad un’associazione a delinquere di stampo mafioso, nello specifico la ‘ndrangheta. Si tratta di Antonio Maiolo, nato a Oppido Mamertina (Rc) il 2 gennaio 1940, fino dagli anni ’70 residente nella provincia di Alessandria.
L’attività info-investigativa condotta dalla Polizia di Stato, durata diversi mesi su tutto il territorio nazionale, ha permesso di raccogliere numerosi indizi che attestano l’appartenenza di Maiolo a sodalizi criminali calabresi. In collaborazione con il Comando provinciale della Guardia di Finanza, si sono fatti tutta una serie di accertamenti sul sospettato e i suoi familiari, in quanto presunti intestatari di beni riconducibili allo stesso Maiolo.
Dagli accertamenti si è dimostrato una sproporzione tra il valore dei beni poi sequestrati e il reddito dichiarato. Maiolo infatti risultava nullatenente mentre la sua compagna percepiva una pensione modesta. I beni appartenenti e riconducibili all’uomo invece ammontavano a un valore che si aggira intorno ai 500 mila euro. Lo squilibrio, in aggiunta agli indizi di appartenenza alla ‘ndrangheta e al fatto che Maiolo era già coinvolto da anni in operazioni sui territori di Torino e Roma principalmente, hanno portato a ritenere che i beni in suo possesso fossero frutto di attività illecite o ne costituissero il reimpiego.

Sulla base di questi indizi il Questore ha inoltrato la proposta di sequestro dei beni al Presidente del Tribunale di Alessandria lo scorso 6 giugno, ai sensi della normativa concernente la misure di prevenzione antimafia a carattere patrimoniale. Un volta avuti gli accertamenti della Guardia di Finanza il Presidente del Tribunale di Alessandria ha emesso il provvedimento di sequestro eseguito il 2 settembre scorso.
Le forze dell’ordine hanno sequestrato beni quali 3 auto (1 di grossa, e 2 di media cilindrata), case nella zona di Sale, terreni ad uso agricolo ed altre proprietà alcune anche in Calabria.

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno avuto una ulteriore fondatezza nei loro sospetti sulla proposta di sequestro inoltrata il 6 giungo quando, dopo pochi giorni, è scattata l’operazione Maglio che ha visto tra i 7 arrestati anche Antonio Maiolo gravemente indiziato del reato di associazione mafiosa. A seguito di tale operazione, la Polizia di Stato ha inoltrato nei confronti di tutti i soggetti destinatari delle misure cautelari una proposta per l’irrogazione della sorveglianza speciale (al vaglio dell’Autorità Giudiziaria) che, qualora accolta, comporterebbe prescrizioni anche limitative della libertà personale.

Il Questore di Alessandria Filippo Dispenza si è mostrato molto soddisfatto per l’operazione definendo il sequestro “di un’importanza straordinaria. Vede un lavoro in collaborazione di Polizia e Guardia di Finanza e aggredisce i patrimoni illeciti. Questo è il modo più efficace per contrastare il crimine organizzato. Ringrazio la Guardia di Finanza per il contributo importante nell’operazione”.

Tratto da

http://www.alessandrianews.it/cronaca/sequestrati-bene–ndrangheta-provincia-alessandria-3049.html

 

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