Processo “Crimine-Infinito”: chiesti otto anni di reclusione per il novarese Rocco Coluccio

Il processo scaturito dalla maxi-operazione antimafia “Infinito-Crimine” del 13 luglio scorso, che portò all’arresto di 300 presunti affiliati alla ‘ndrangheta tra Lombardia e Calabria, prosegue a Milano in tiro abbreviato per 118 imputati. Tra questi vi è Rocco Coluccio, biologo e imprenditore novarese, indicato responsabile della “locale” di Novara e in stretti rapporti con il boss Pino Neri e con Antonio Chiriaco (ex-direttore dell’ASL di Pavia), oltre che .

Il pm Alessandra Dolci, membro del pool antimafia guidato da Ilda Bocassini, ha pronunciato davanti al giudice Arnaldi la richiesta dell’accusa: otto anni di reclusione.
A Coluccio è imputato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, concretizzato nelle presunte continue relazioni con uomini di spicco dell’organizzazione criminale lombarda, ed esplicitato in ultimo nella pianificazione del summit  di Paderno Dugnano del 31 ottobre 2009. Durante quest’ultimo incontro si verificò inoltre la successione di Pasquale Zappia a Pino Neri, nel ruolo di coordinatore della struttura lombarda. Zappia è attualmente sotto rito abbreviato insieme a Coluccio.

La difesa di Coluccio, condotta dagli avvocati Lobino e Orrico, sostiene la posizione del tutto esterna dell’imputato, specificando come questo sia legato all’ex boss Neri unicamente per relazioni di amicizia coltivate nel loro passato universitario.

Sia l’accusa che la difesa ora attendono l’esito della sentenza del giudice.
Coluccio dopo un anno esatto di carcere continua a proclamarsi innocente.

Per gli altri due novaresi coinvolti nell’inchiesta, residenti nel borgomanerese, Carmine Giuseppe Verterame e Fabrizio Parisi il processo seguirà il rito ordinario.

Mattia Anzaldi

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