CRIMINE, INFINITO, BORGO PULITO, MINOTAURO… CHE COSA STA SUCCEDENDO NEL NORD ITALIA?

Negli ultimi mesi si sono susseguiti numerosi allarmi, segnalazioni e inchieste che dimostrano come il radicamento della mafie nelle regioni del nord d’Italia sia oramai una realtà significativa e preoccupante. L’operazione Minotauro di questi giorni ha svelato come anche in Piemonte (dopo Lombardia e Liguria) sia presente un forte radicamento della ‘ndrangheta capace di controllare settori significativi dell’economia e di entrare in contatto con esponeni politici di tutte le forze politiche.

Ci preoccupa molto il grido di allarme del procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli che riferendosi al mondo politico, durante la conferenza stampa dedicata all’operazione Minotauro ha dichiarato: “Nella città in cui Bruno Caccia è stato ucciso, il fatto che ci siano personaggi disposti a trescare con mafiosi o paramafiosi è inaccettabile”. Una posizione condivisa pienamente dal GIP Silvia Salvadori che scrive:“Il dato oggettivo che emerge nei rapporti tra esponenti della ’ndrangheta e mondo istituzionale è la sintagmaticità: futuro, devozione che la persona appoggiata saprà poi dimostrare alla ‘ndrangheta. Relazioni esterne che assicurano lavori e affari. È il caso del voto di scambio in consultazioni di vario genere, locali, regionali e europee”.

Una situazione, quella del nord Italia, che preoccupa tutti coloro che si stanno occupando di lotta alle mafie, dal presidente della commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu che parla di mafie e ‘questione settentrionale’ al procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che ha dichiarato come la ‘ndrangheta al nord sia sempre più avvolgente. E’ sufficiente leggere l’ultima relazione della DNA o quanto emerge dalle inchieste Crimine e Infinito per capire che ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza che va affrontata come una priorità assoluta.

E’ chiaro anche, purtroppo, che il territorio novarese non è immune dal fenomeno che sta investendo tutto il nord Italia: si pensi agli arresti di Rocco Coluccio, Carmine Giuseppe Verterame e Fabrizio Parisi all’interno dell’operazione Infinito, dove si fa riferimento all’esistenza di una locale ‘ndranghetista anche a Novara, alla recente operazione Borgo Pulito portata avanti dalla procura di Novara che ha smantellato un gruppo criminale dedito a usura e racket in contatto con il clan Valle in Lombardia, all’operazione Nuovo Potere che sta coinvolgendo l’Ossola o all’arresto di Vincenzo Portolesi all’interno dell’operazione Minotauro.

Ecco perché continueremo a portare avanti il nostro impegno con ancora più forza e determinazione all’iterno delle scuole novaresi e attraverso progetti come L10 Novara dove abbiamo messo al primo posto la richiesta di non candidare persone rinviate a giudizio per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione e chiesto, tra le altre cose, di alzare il livello di attenzione sul mondo degli appalti pubblici o come l’Osservatorio Provinciale sulle Mafie che ha l’obiettivo di tenere accese le luci su fenomeni che per loro natura tendono a essere sommersi e sconosciuti.

Ribadiamo con forza la necessità di politiche di prevenzione e contrasto alle mafie e a ogni forma di cultura mafiosa. Riteniamo sia un compito che spetti alla politica, alle organizzazioni di categoria, alle agenzie educative e alla società civile tutta prima che alla magistratura e alle forze dell’ordine che non possono che arrivare “dopo”.

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