‘Ndrangheta, 150 arresti al Nord e in Calabria Grasso: “Sempre più avvolgente al Settentrione”

TORINO – Ordinanze di custodia cautelare in carcere per 150 affiliati alla ‘ndrangheta emesse dal gip di Torino ed eseguite nel capoluogo piemontese, a Milano, Modena e Reggio Calabria e sequestri di beni riconducibili alla criminalità organizzata calabrese per un valore di 70 milioni di euro. Questi i numeri dell’operazione “Minotauro” che sotto il coordinamento della procura torinese ha impiegato circa 1.300 finanzieri e carabinieri. Le persone coinvolte sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, usura, estorsione ed altri reati.

Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha commentato l’operazione sottolineando che “dopo la Lombardia, ecco che con l’operazione Minotauro in Piemonte si ricostruisce la mappa della struttura della ‘ndrangheta e dei suoi beni per un valore di 10 milioni di euro”, ma anche che “la presenza al Nord sempre più avvolgente non fa perdere di vista, però, la direzione strategica che rimane sempre in Calabria”.

Più di 100 uomini della Guardia di Finanza sono stati impegnati per sequestrare 127 ville, appartamenti, e terreni situati a Torino e provincia, in altre zone del Piemonte, Lombardia, Liguria e Calabria. Cautelate anche dieci aziende, più di 200 conti correnti e diverse cassette di sicurezza.

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