L’alleanza tra gelesi e calabresi in Lombardia

All’indomani della maxi operazione antimafia “Tetragona”, in grado di disarticolare un vasto gruppo di affiliati a stidda e cosa nostra gelese attivi non solo in Sicilia ma anche in Lombardia e Liguria, emerge un importante particolare. Al nord, con epicentro la provincia di Varese, una vera e propria alleanza tra mafia gelese e ‘ndrangheta calabrese avrebbe posto le mani sul mercato degli stupefacenti. «Dai continui monitoraggi da noi condotti in quelle aree – ammette il dirigente della squadra mobile della polizia di Caltanissetta Giovanni Giudice – è oramai chiaro che le provincie lombarde, con in testa quella di Varese, si caratterizzano per la predominanza nel mercato della droga delle cosche della locride calabrese, a queste, però, si sono aggiunti anche i gruppi di Gela, da decenni presenti su quel territorio, al punto da individuare come loro esclusiva base logistica Busto Arsizio».

La droga, con la prevalenza della cocaina, che dal centro e dal sudamerica raggiunge l’Italia è proprietà esclusiva dei calabresi, capaci di regolarne il flusso.  «Attraverso l’inchiesta “Tetragona” – continua il dirigente – abbiamo avuto modo di approfondire i rapporti intessuti fra i gruppi gelesi e quelli calabresi presenti in Lombardia; l’interscambio è assai vasto, ma il vero affare rimane quello degli stupefacenti. Per poter entrare nel mercato, stidda e cosa nostra di Gela hanno dovuto necessariamente rapportarsi con gli unici grossisti, ovvero gli affiliati alla ‘ndrangheta». Non è un caso, quindi, che nell’elenco dei sessantatré destinatari di ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito dell’operazione “Tetragona” ci sia anche quello di Sebastiano Pelle della famiglia di San Luca.

«Dall’inizio degli anni ’90 – spiega Giovanni Giudice – il ruolo della ‘ndrangheta nelle provincie lombarde si è rafforzato sempre più, tanto da porre in secondo piano il potere di gruppi da maggior tempo presenti nell’area, ad esempio proprio quelli di Gela che, in ogni caso, pur di non perdere il treno del profitto hanno deciso di raggiungere precisi accordi con importanti esponenti delle cosche calabresi». Le zone di competenza sarebbero già ben suddivise: nessun gruppo, infatti, avrebbe la possibilità di violare i ferrei compromessi; la conseguenza massima, in quel caso, potrebbe essere l’avvio di una guerra delocalizzata, all’interno, cioè, dei comuni lombardi.

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