Gurgone rivela ai giudici “Nel mirino c’era un altro”

Una ricostruzione alternativa dell’omicidio, con un diverso bersaglio e un diverso mandante, dagli investigatori definita del tutto «fantasiosa e priva di riscontri». E’ stata fornita durante l’interrogatorio da Francesco Gurgone, 24 anni, imprenditore di Cameri in carcere per l’omicidio di Ettore Marcoli. Per la Procura di Novara è lui ad aver ordinato il delitto.

Ma il giovane si professa innocente: «Sono estraneo alla vicenda». Dal suo punto di vista non esisterebbe il movente del delitto del 20 gennaio 2010 a lui attribuito: la cava Marcoli era in fase di esaurimento e gravata anche da provvedimenti amministrativi. Una lotta per «conquistarla», quindi, era contraria a qualunque tipo di interesse economico.

Ecco quindi spuntare una diversa ricostruzione: ad organizzare il tutto sarebbe stato Giuseppe Martinelli, 55 anni, imprenditore del settore asfalti peraltro scarcerato dal Riesame per la mancanza di indizi di colpevolezza; e la vittima designata non sarebbe stata Marcoli bensì Carmine Penta, un altro impresario che la sera del delitto aveva un appuntamento con Marcoli e Martinelli alla cava di Romentino (poi disdetto per impegni dell’ultima ora), per costituire una nuova società a tre.

Dichiarazioni al vaglio degli inquirenti che non hanno però riscontro in nessuna delle altre raccolte finora.

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Una risposta

  1. Mattia Anzaldi ha detto:

    Certamente poteva saltare fuori dell’altro…ora abbiamo in mezzo anche la Edil Pentas, fantastico…

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