Accendiamo la luce per resistere alla colonizzazione

Pubblichiamo i primi fascicoli della rassegna stampa e la prima newsletter dell’Osservatorio Provinciale sulle mafie, un progetto che ha preso il via, dopo mesi di preparazione, agli inizi di febbraio 2011.

Avevamo preso l’impegno, tra gli altri, di “sfogliare” giornali nazionali  e locali, siti web e blog alla ricerca di notizie relative alle mafie, alla criminalità organizzata e ai reati contro la pubblica amministrazione per poi rendere disponibili periodicamente gli esiti del nostro lavoro.

Non nascondo lo stupore di fronte alla quantità di notizie relative a questi temi che ogni giorno “affollano” giornali e web. Pur avendo avviato tale ricerca perché crediamo che la situazione nel nostro paese sia molto grave e che i cittadini debbano sapere per poter fare la propria parte, non ci aspettavamo certo una situazione di questo tipo.

Nel nostro paese non passa giorno in cui non si verifichi un sequestro di grossi quantitativi di droga, un arresto per corruzione o reati contro la pubblica amministrazione, un omicidio maturato in ambienti legati alla criminalità organizzata, un reato di usura, lo sfruttamento di lavoratori clandestini, ecc… Per non parlare di conflitto di interessi, consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose, consigli comunali dove i consiglieri si dimettono in massa per evitare il commissariamento, persone indagate per voto di scambio, allarmi della commissione parlamentare antimafia sul rapporto tra mafia e politica o nomine di nuovi ministri in odore di mafia.

A questo stupore si aggiunge la preoccupazione di vedere tutto questo accadere, perlopiù, a casa nostra, vicino a noi: Desio, Pavia, Milano, Buccinasco, Bordighera, Torino, Novara… Siamo in piena emergenza e chi non lo vede o è ingenuo o in malafede. Il fenomeno della rimozione sembra essersi spostato dalla Sicilia (dove è stato largamente diffuso almeno fino agli anni ’80) al resto d’Italia. Ma è un fenomeno che non aiuta perché favorisce l’imporsi di quel cono d’ombra che ha favorito l’espansione della ‘ndrangheta negli ultimi quindici anni, così come ha spiegato il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone pochi giorni fa sul Corriere della Sera.

Un’altra preoccupazione riguarda l’allarme “omertà al nord” lanciato da molti magistrati (lo hanno fatto Pignatone, Bocassini, Saluzzo e Caramore a Novara): per anni il paradigma dominante ha descritto un nord diverso dal sud perché capace di non accettare l’intimidazione, di rifiutare la mentalità tipicamente mafiosa perché diverso da un punto di vista culturale, economico e sociale. Un allarme spesso affiancato da reazioni (da parte del mondo economico e politico) piene di distinguo e di rassicurazioni, invece che dall’elaborazione di strategie e di vere e proprie politiche di contrasto alle mafie e sul piano legislativo e su quello culturale.

Noi oggi, di fronte a quanto sta accadendo a Novara e nelle zone limitrofe, non tiriamo alcun sospiro di sollievo e non crediamo minimamente di trovarci di fronte a casi isolati. Viceversa guardiamo con preoccupazione a quanto sta emergendo dalle inchieste giudiziarie novaresi e milanesi sia in termini di reati contestati sia in termini di livello degli anticorpi (non-)presenti nella nostra società.

In questa prima raccolta, però, troverete anche qualche “buona” notizia: perché esistono le mafie, ma esiste anche l’antimafia istituzionale e sociale, qualcuno che ancora crede che valga la pena lottare per costruire un’Italia migliore: magistratura e forze dell’ordine portano avanti indagini e operazioni significative in ambito repressivo;  a Potenza, con Libera, durante la XVI giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie c’erano 80.000 persone (di cui 120 da Novara) e a Milano nasce un osservatorio sulle mafie grazie alla collaborazione di Libera e CGIL Lombardia.

Noi  andiamo avanti cercando di accendere più luci possibili, affinché il cono d’ombra che per anni ha favorito l’espansione della ‘ndrangheta nel nord Italia e nel mondo diventi sempre più sottile e la società civile trovi la capacità e la forza di reagire a quella che è una vera e propria colonizzazione.

Domenico Rossi

Referente di Libera Novara

Coordinatore dell’osservatorio provinciale sulle mafie

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Una risposta

  1. angela ha detto:

    bel lavoro…ora sta a tutti far girare queste informazioni!!

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