Veglia di preghiera in memoria delle vittime innocenti delle mafie

“Proprio in questi giorni il nostro paese celebra il 150°aniversario dell’unità nazionale: la Giornata promossa da Libera rappresenta un momento di autentica riflessione sul coraggio di chi, per la difesa dei valori di legalità e giustizia, ha sacrificato la propria vita”. Con queste parole, inviate dal Presidente della Repubblica Napolitano a don Ciotti in occasione della XVI giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime di mafia tenutasi a Potenza il 19 marzo, è iniziata la veglia di preghiera per ricordare le oltre ottocento vittime innocenti di tutte le mafie, organizzata dalla Parrocchia di Sant’Antonio, in collaborazione con il gruppo Agesci Novara 6 e il coordinamento di Libera Novara.

Nell’introduzione alla serata, Domenico Rossi, referente provinciale di Libera, ha ricordato che “uno degli obiettivi che l’associazione si è posta sin dalla sua nascita, nel 1995, è l’accoglienza del dolore dei familiari delle vittime, poiché affrontare il dolore da soli è difficile, e difficile è anche che questo si trasformi in qualcosa d’altro, di positivo, senza il sostegno e l’aiuto reciproco. La memoria di questo dolore, infatti, deve diventare radice e molla per un impegno presente nel quotidiano da parte di tutti, 365 giorni all’anno”.
Sia i giovani che i meno giovani, intervenuti numerosi alla veglia, hanno vissuto con profondità e coinvolgimento i vari momenti in cui si è articolata la serata. Il canto guida della celebrazione, “De Noche”, ha accompagnato i momenti di silenzio alternati alla lettura del salmo 101, di parte del capitolo 23 del Libro dell’Esodo e dei versetti 23- 26 del capitolo 23 del Vangelo di Matteo, commentati dal parroco di Sant’Antonio. In particolare, a partire dal brano di Vangelo, don Giovanni Zara ha sottolineato l’importanza della conversione personale, e la necessità di mettere al primo posto nella vita le cose essenziali, ovvero la giustizia, la misericordia e la fedeltà, come compimento della volontà di Dio e come scelta di portare avanti sempre, e non una tantum, i valori in cui crediamo.
Notevolmente coinvolgenti sono stati i tre momenti in cui diversi lettori hanno ricordato sia, una ad una, le oltre ottocento vittime di tutte le mafie, sia le vittime di cui ad oggi non si conosce ancora il nome. Molto intense anche le due letture di testimonianza sulla figura di don Giuseppe Puglisi, ucciso nel 1993 a Palermo, in strada, il 15 settembre, giorno del suo compleanno. L’incisività del messaggio di Papa Giovanni Paolo II, pronunciato ad Agrigento nel maggio 1993, e, in particolare, le significative parole di don Luigi Ciotti sottolineano la necessità di essere testimoni dei valori e dei principi della legalità e della giustizia nella vita quotidiana: “ciò che conta è la capacità di viverli e di praticarli nella quotidianità… dove le relazioni e i problemi assumono la dimensione più vera”.
La veglia si è conclusa con un momento di preghiera sia guidata sia aperta a tutta l’assemblea, in cui sono state accolte tutte le intenzioni dei presenti.
Grazie ad alcuni giovani della Parrocchia che hanno partecipato alla XVI giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime di mafia a Potenza il 19 marzo, sul sito www.santantonio.novara.it è possibile, inoltre, vedere una selezione di immagini e leggere il resoconto di questo significativo momento.
Francesca Bergamaschi

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