Potenza 19 Marzo 2011

“Noi abbiamo il Vangelo, la costituzione italiana e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che dicono che la persona è sempre un fine, mai un mezzo.”
Sono stati circa 80 mila i partecipanti alla XVI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, che si è svolta a Potenza ieri, 19 marzo 2011. E’ sempre una grande gioia vivere insieme questi momenti che ci ricordano l’importanza di schierarci, come cristiani, dalla parte della giustizia!
Ricordiamo che domani, Lunedì 21 Marzo ore 21:00, siamo invitati a partecipare alla Veglia di Preghiera in memoria delle vittime delle mafie, che avrà luogo nella nostra Parrocchia!
Don Ciotti ha definito un’emozione gli occhi e lo sguardo dei familiari delle vittime, giunti a Potenza da ogni parte d’Italia e d’Europa. E’ anche importante, ha aggiunto, che vi sia un giorno all’anno in cui ricordiamo tutte le vittime delle mafie. Così come e’ importante che l’impegno sia di tutti i giorni perché la speranza e la libertà devono essere un impegno quotidiano.
“Dobbiamo anche insieme riscoprire il valore dei beni comuni, non e’ possibile privatizzare ciò che sta alla base della vita di tutti. L’acqua e’ un bene inclusivo! Non esclusivo! Dobbiamo ripensare la prossimità dei popoli, il futuro è la convivenza. La legge sull’immigrazione è una vergogna, non ci può essere una giustizia a doppio binario. Amici migranti, vi chiediamo perdono per le politiche che respingono.
Noi abbiamo il Vangelo, la costituzione italiana e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che dicono che la persona è sempre un fine, mai un mezzo.
Non si può parlare di riforma ma bisogna parlare di sequestro della giustizia.
Questo progetto indebolisce l’autonomia della magistratura. Non e’ possibile sottomettere l’indipendenza dei pubblici ministeri al potere politico.
Dobbiamo dire NO alla cancellazione dell’articolo 101 della Costituzione che deve rimanere uno dei capisaldi del nostro ordinamento.
Dobbiamo difendere l’indipendenza della magistratura e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Se Giancarlo Caselli e Ingroia sono qui lo si deve grazie alle intercettazioni che hanno fermato le mani armate che li avrebbero uccisi! La lotta alla mafia incomincia dalla giustizia sociale!”

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2 Risposte

  1. angela ha detto:

    grandi e belle parole…un grande insegnamento di solidarietà e civiltà
     

  2. Oviera ha detto:

    Un piccolo gesto che unisce le persone e sensibilizza le masse.

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