Presentato “l’Osservatorio Sociale sulle Mafie – Milano e Lombardia” all’Ortomercato di Milano

Presentato “l’Osservatorio Sociale sulle Mafie – Milano e Lombardia” all’Ortomercato di Milano oggi 21 marzo 2011. Data importante per Libera perché giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e luogo altrettanto importante perché più grande ortomercato d’Italia dove le mafie si sono infiltrate come dimostrato da vari processi.
Il primo intervento è stato quello della prof.ssa di diritto del lavoro Tiziana Vettor dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, che fa parte del comitato scientifico dell’osservatorio, la quale ha presentato sinteticamente la giornata e gli obiettivi che si pone l’osservatorio.
Tutto ruoterà intorno allo studio del fenomeno del mercato del lavoro. Perché le mafie e soprattutto la ‘ndrangheta, come dimostrano le ultime indagini antimafia della procura di Milano e la relazione della DNA, hanno grossi interessi nei territori della Lombardia e nel resto del nord.
Si cercherà di analizzare quell’economia sommersa e quella zona grigia che facilitano l’infiltrazione mafiosa e la commissione di reati come il riciclaggio e corruzione.
Questo lavoro nasce anche per costruire e influire sulla società e la politica, anche dal punto di vista legislativo, perché la mafia non trovi più imprenditori o uomini di istituzioni disposti a scendere a compromessi o che trovino conveniente fare affari con essa.
Questo clima di connivenza si intuisce anche dal fatto che c’è una situazione di omertà tra gli imprenditori che appare ormai consolidata.
Tutto questo danneggia le regole del mercato, della libera concorrenza producendo anche lavoro nero e caporalato.
Ci sono stati poi le testimonianza di due lavoratori appartenenti alla categoria dei trasporti, del commercio e degli edili e successivamente l’intervento di Francesco Forgione (ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia), Anna Canepa (sostituto procuratore alla Direzione Nazionale Antimafia) e di due rappresentanti della CGIL di Milano e Lombardia; tutto coordinato dal prof. Carlo Smiraglia dell’Università degli studi di Milano.
Forgione sottolineava come gran parte dei proventi delle mafie entri nell’economia legale soprattutto al nord dove può investire e che l’ndrangheta arrivata con l’emigrazione dal Sud, dalla stagione dei sequestri, è passata ad essere una presenza imprenditoriale.
Come non ricordare che l’ultimo sindaco arrestato per mafia era sindaco a Borgarello, che l’ultimo comune sciolto è quello di Bordighera e che il direttore dell’asl di Pavia è stato arrestato per associazione mafiosa.
Tutto indice di un malessere della società che vede politici locali di vari partiti coinvolti, dimostrando che le mafie non hanno colore e che deve invece essere la politica impermeabile a questo fenomeno.
La Canepa ha poi insistito sul ruolo dell’intera società nella lotta alla mafia perché la sola attività giudiziaria non basta anche se questa, grazie alla procura di Milano, è molto efficace perché arriva troppo tardi, quando l’infiltrazione è già avvenuta. Dobbiamo essere tutti a contribuire alla costituzione di una società più giusta, permeata dalla trasparenza e legalità.
Molta attenzione dovrà essere riservata ai lavori per l’Expo 2015 che come già previsto saranno fatti di corsa utilizzando deroghe, quindi meno controlli ed è qui che bisogna esigere un lavoro più puntuale delle istituzioni locali.
Come non sottolineare che anche la zona del novarese, vicina a quella milanese, non è immune da questo fenomeno, lo dimostra l’indagine “Infinito” della procura di Milano; a questo si può aggiungere l’omicidio Marcoli avvenuto a Romentino più di un anno fa che non è attribuibile alla mafia ma che, come emerso dalle indagini della procura di Novara, evidenzia un sistema distorto, dove gli affari possono portare ad uccidere il rivale, dove è stato difficile arrivare alla verità perché si è dovuto affrontare un muro di omertà.
Ma sia Forgione che la Canepa a conclusione dei loro interventi hanno affermato che le mafie e la cultura mafiosa si possono sconfiggere, perché non invincibili, perché fatte da uomini e come diceva Giovanni Falcone: “La mafia come qualsiasi fenomeno umano ha un inizio e avrà anche una fine”.

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