mafie al Nord: seminario su una cultura della legalità democratica

Il primo incontro del seminario sulle mafie al nord, organizzato dall’associazione Libera insieme a sette università diverse di Milano, si è tenuto all’Aula Magna della Statale e ha visto gli interventi di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia.
Don Ciotti, nel suo intervento ha ripreso più volte il tema della responsabilità o come ha precisato lui della corresponsabilità.
È partito dalle parole di Paolo Borsellino che diceva come la lotta alla mafia non possa avere sosta perché la mafia è sempre pronta a rigenerare il proprio organigramma, ad infiltrarsi nel tessuto sociale con modalità nuove, rendendo vani i risultati ottenuti dal contrasto. Quindi niente pause ma continuità ed impegno.
“Prima della mafia esiste il problema dell’individualismo, dell’indifferenza dilagante e non è a caso che Libera propone la campagna sull’inserimento della convenzione di Strasburgo nel codice penale, proprio perché i reati come la corruzione sono tasse occulte che trasformano risorse pubbliche in profitti illeciti”.
Quindi attenzione, partecipazione, impegno e responsabilità di tutti per chiedere giustizia.
“Il cambiamento ha bisogno di ognuno di noi ed è questa la speranza”.
Molto importante è stato il richiamo alla coscienza morale ed etica che si concretizza nei comportamenti e nei modi di fare e il monito a sentire quella sfida culturale che è la costruzione di una società senza mafie, ribellandoci anche al senso di impotenza, perché alla base ci sia onestà e trasparenza.
Don Ciotti ha concluso citando Sant’Agostino che dice come la speranza abbia due figli la rabbia e il coraggio: la rabbia perché vediamo come vanno le cose (l’impoverimento culturale, etico, lo smarrimento, la fatica)e il coraggio, che nasce dall’avere più cuore, guardarci nella coscienza e chiedere a noi stessi di più per poter chiedere anche agli altri altrettanto.
A seguire l’intervento di Mario Draghi che ha trattato più gli aspetti sociali e economici della presenza mafioso al nord ed il ruolo degli istituti bancari e finanziari.
Draghi sottolineava come i reati tipicamente mafiosi come le estorsioni ma anche i reati contro la pubblica amministrazione infliggono alla collettività danni economici e sociali più gravi rispetto ai tipici reati di strada come il furto.
Questo sistema coinvolge tutto il territorio nazionale perché la mafia è interessata sempre più a quei territori dove c’è maggior sviluppo economico e finanziario,indice di questo fenomeno il numero di denuncie per riciclaggio di capitali illeciti e per usura.
Sempre più le mafie dalle regioni autoctone si spostano in territori dove ormai da anni proliferano raggiungendo una connivenza anche con la criminalità locale di quei territori. Anche qui da non sottovalutare il numero delle denuncia per associazione mafiosa in particolar modo in Lombardia.
Successivamente Draghi ha sottolineato gli aspetti negativi dell’infiltrazione mafiosa nell’economia, un esempio il racket che non colpisce solo chi ne è vittima ma tutta l’economia locale perché disincentiva gli investimenti.
Sottolinea come il freno alla sviluppo economico di alcune parti del paese in realtà lo coinvolga nella sua integrità. Freno dovuto soprattutto alla presenza delle mafie, infatti un’analisi della Banca d’Italia ha dimostrato come la Basilicata e Puglia, prima che subissero l’infiltrazione da parte delle organizzazione criminali, avessero una crescita del prodotto pro capite più rapida rispetto a quella di regioni del nord.
L’inserimento dei capitali illegali nel circuito dell’economia pulita avviene tramite il riciclaggio di denaro proveniente da attività criminali, ciò non solo a livello nazionale ma ha valicato i confini diventando fenomeno internazionale facilitato in ciò dalla globalizzazione dell’economia.
Come contrastare allora questo fenomeno?
Ed è qui che diventa importante il lavoro dell’UIF (Unità di Informazione Finanziaria), struttura costituita presso la Banca d’Italia nel 2008 per prevenire e combattere il riciclaggio, insieme agli organi investigativi. Ma il lavoro dell’UIF deve essere preceduto dalle segnalazioni di operazioni sospette da parte di banche, intermediari finanziari e liberi professionisti come notai e commercialisti.
Come si fa a capire quando un’operazione è sospetta?
Esistono “indicatori di anomalie” individuati dall’UIF ma altrettanto importante è il lavoro della banca, in questo caso, di conoscenza del proprio cliente e del proprio territorio.
La Banca d’Italia svolge in più un’opera di coordinamento sulle varie banche, nel senso che raccomanda un’attenzione verso il fenomeno del riciclaggio, della denuncia di ciò, dimostrando così la serietà e credibilità della banca.
Anche Draghi sottolinea l’importanza non soltanto di un miglioramento logistico e normativo, sicuramente indispensabili, ma anche di un miglioramento culturale. Il basso rispetto delle norme fiscali, di quelle sul lavoro e l’ambiente non fa che determinare evasione e lavoro nero.
È importante far riemergere quell’economia sommersa che blocca lo sviluppo del paese e fa invece crescere le mafie a discapito della collettività.
Il secondo incontro di questo seminario sulla cultura della legalità democratica si terrà all’università degli Studi di Milano Bicocca, presso la facoltà di giurisprudenza il 15 aprile alle ore 14.30 e avrà come titolo “La fenomenologia delle mafie in Lombardia e mezzi di contrasto”.

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