ECOMAFIE AL NORD

Mercoledì 3 marzo presso il centro polifunzionale della parrocchia di S.Antonio a Novara si è svolta la prima iniziativa pubblica dell ‘ Osservatorio provinciale sulle mafie di Libera –Novara ospitando Andrea Pergolizzi , coordinatore dell’ “ Osservatorio nazionale ambiente e legalità “ di Legambiente. Legambiente è storicamente madrina del termine “ ecomafie “ in quanto per prima in Italia ha sentito il bisogno , già dal 1994, di raccogliere e documentare tutto quanto emergeva , anno dopo anno, dalle inchieste che le forze dell’ordine andavano concludendo e da molte altre fonti autorevoli, riguardo i reati ambientali. Addirittura, fino a non molto prima , non si parlava nemmeno di “ reati ambientali “ ma tutte queste attività investigative finivano nella generica categoria “ altro “ . Ne nasce l’annuale rapporto annuale “ Ecomafie “ che nel 2010 ha avuto la prefazione di Roberto Saviano e l’ introduzione di Piero Grasso , procuratore nazionale antimafia. Il prossimo rapporto “ Ecomafia 2011 “ sarà in uscita nel mese di maggio. Il traffico di rifiuti tossici come anche la truffa del calcestruzzo depotenziato, hanno sempre bisogno della azione coordinata di mafiosi insieme ad imprenditori desiderosi di risparmiare ed amministratori corrotti. La mafia non agisce da sola. Ancora oggi l’unico delitto ambientale punibile con il carcere è il traffico illecito di rifiuti. Tutto il resto è sanzionato solamente con multe, spesso ridicole se paragonate agli immensi guadagni possibili per la criminalità organizzata e gli imprenditori coinvolti . Inoltre una volta creato un danno grave all’ambiente, ad esempio sversando rifiuti tossici, quasi mai si riesce ad ottenere che chi è condannato restituisca il territorio bonificato. Le imprese coinvolte dichiarano fallimento e gli oneri di bonifica ricadono sulla collettività. Paradossalmente capita allora che nuovi imprenditori si offrano di bonificare, lo facciano magari solo per un 30 % e poi, semplicemente ricoprendo di cemento, trasformino quelle aree inquinate in aree edificabili su cui fare altri nuovi affari milionari. Il 30 % dei rifiuti tossici smaltiti in Italia manca all’appello ! Si tratta di una montagna grande come l’Etna che non si sa dove sia finita, quindi smaltita illegalmente: ma anche questo dato è sottostimato ! Un aspetto del problema approfondito nella serata è stato il ciclo cave – discariche. In Italia è troppo conveniente aprire nuove cave . Gli oneri sono in media di 47 cent per m3 di sabbia o ghiaia estratta mentre ad es in Gran Bretagna si pagano 3,27 Euro/m3. Il destino di molte cave enormi è poi quello di rimanere non ripristinate ( i contratti impongono sempre, esaurita la cava, di riempire sufficientemente di terra e rimboschire, ma poi non lo si fa ) ed essere trasformate in redditizie discariche. Legambiente chiede di alzare molto questi oneri, così come le sanzioni , ed al contrario incentivare il recupero degli inerti usati provenienti ad es dalle demolizioni. Ancora Legambiente auspicherebbe che anche i reati ambientali possano rientrare in futuro fra quelli denunciabili da una “ class action “ . Un reato ambientale spesso colpisce una collettività , raramente un singolo cittadino denuncia tali reati . Occorre, si è detto, continuare a costruire una “ Rete di Legalità Organizzata “ , fatta di cittadini, associazioni, partiti che contrastino le infiltrazioni mafiose.

Lo smaltimento legale dei rifiuti speciali industriali ha un costo che deve essere messo a bilancio da una impresa. Spesso si dice che costa troppo ma il circuito illegale mafioso, oltre a rovinare i territori, squilibra il libero mercato. Non è detto che questo smaltimento debba sempre essere eccessivamente oneroso perchè se le imprese legali di trattamento di questi rifiuti speciali avessero il loro giusto mercato anche i prezzi scenderebbero.

Nella serata sono intervenuti anche gli amici della lista civica “ Vivi Romentino “ da anni attenti al loro territorio. Hanno spiegato come una “ Bonifica agraria “ ( cioè il permesso di livellare un terreno per poi coltivarlo ) sia diventato a Romentino un pretesto per farne una discarica. Basta violare le autorizzazioni ( che ti lasciano scavare solo fino ad un certo punto ) , pagarne le relative ( ridicole ) multe , ed aprire poi una cava, che poi a fine vita si trasformerà in discarica. E’ capitato poi che tali cave abbiano addirittura raggiunto la falda col rischio di inquinare l’acqua che viene utilizzata anche dai comuni a valle del paese.

Anche il prefetto di Novara Giuseppe Amelio ha voluto intervenire nella serata sottolineando fra l’altro come esista ancora una forte disparità di conoscenze, di forze e di mezzi fra la criminalità organizzata e chi la combatte . A questo proposito Domenico Rossi di Libera ha concluso ribadendo come uno degli obiettivi prioritari della associazione e dell’Osservatorio Provinciale sulle mafie sia proprio quello di elevare il più possibile il livello di conoscenza su tali tematiche mettendo a propria disposizione tutti i propri mezzi. La stessa piattaforma L10-Novara al punto 2) ha chiesto ai prossimi candidati sindaco ed amministratori un piano sulla formazione permanente di amministratori, dirigenti e funzionari del comune di Novara sui temi della prevenzione e del contrasto alle varie forme di criminalità e di illegalità.

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