Allarme a Pavia: «Qui la mafia ha soldi e proprietà»

© Giuseppe Ruperto http://www.appuntidiviaggi.net

PAVIA. «I patrimoni illeciti riguardano anche la provincia di Pavia. Il nostro territorio non fa eccezione al radicamento della’ndrangheta». Il colonnello della Finanza Domenico Grimaldi lo dice a margine del bilancio dell’attività del 2010. Grimaldi, che è stato anche a capo del Gico di Milano durante l’inchiesta “Cerberus” – che aveva messo in luce il monopolio di una cosca calabrese tra Buccinasco e Corsico nel movimento terra – sa di cosa parla.
L’attività della finanza dello scorso anno in provincia di Pavia, ieri presentata al comando di corso Garibaldi dati alla mano, è fatta di lotta all’evasione e di battaglia alla contraffazione dei marchi. Ma anche di altro. Il lavoro dei finanzieri si è intrecciato, nel 2010, con quello della Direzione distrettuale antimafia di Milano – culminato con gli arresti del 13 luglio – sul piano dei controlli alle imprese e sui flussi di denaro che attraversano il territorio della provincia di Pavia. Con un occhio di riguardo proprio al pericolo delle infiltrazioni mafiose.

«I settori più a rischio sono sicuramente l’edilizia e il movimento terra – spiega Grimaldi -. Spesso arrivano dal sud padroncini o manovalanza improvvisati, in grado di tenere i costi bassi e quindi di inserirsi nell’economia del nord. Questi due ambiti sono poi legati al business dei rifiuti e dello smaltimento delle terre. La’ndrangheta è stata così in grado di radicarsi in maniera silenziosa, anche attraverso la complicità di chi, negli anni passati, ha pensato di poter avere un tornaconto». Il richiamo è a una certa classe di imprenditori, che ha preferito scendere a patti con la mafia piuttosto che combatterla. Anche in provincia di Pavia, come nel resto della Lombardia, si contano sulla punta delle dita le denunce di episodi di usura o estorsione.

«La’ndrangheta è stata però anche capace di infiltrarsi nelle istituzioni – attacca ancora Grimaldi -. Quindi ha a disposizione una fitta rete di persone. Questo complica tutto. Non basta la repressione, serve una presa di coscienza della società civile. Se ci sono qui patrimoni accumulati illecitamente? Non vedo perché Pavia dovrebbe essere diversa da altre zone. D’altra parte già l’inchiesta di Milano sembra averlo evidenziato»

L’attività della Finanza riguarda, comunque, anche settori più “tradizionali”.

Lo scorso anno sono state fatte oltre mille verifiche fiscali e 772 controlli, 140 dei quali su beneficiari di prestazioni sociali agevolate (sostegni per asili nido, mense e tasse universitarie): il 10 per cento delle richieste erano irregolari. Sono stati anche identificati 72 evasori del tutto sconosciuti al fisco, mentre per le frodi comunitarie sono risultate 13 situazioni illecite, per 1,5 milioni di euro percepiti in maniera indebita. E’ emerso anche che 404 commercianti, su 2.310, non hanno rilasciato lo scontrino fiscale: il 17,49 per cento contro il 12 per cento dell’anno precedente.

Tratto da La Provincia Pavese

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