Impegno civile e azione pastorale. Insieme, si puo?

Ieri sera il presidio Antonio Landieri e il referente provinciale Domenico Rossi hanno incontrato il consiglio pastorale della parrocchia Santa Maria Vergine di Arona.
Serata dedicata a capire cosa sia Libera e che ruolo può avere all’interno di essa una realtà come la parrocchia.
Il primo intervento è stato quello di Roberta Tredici che ha raccontato della nascita del presidio sul territorio aronese e la dedica ad Antonio, giovane disabile ucciso dalla camorra, vittima innocente caduta in una faida che colpiva Scampia. La scelta è stata dettata anche dall’incontro con Rosario,  cugino di Antonio, e Lena, giovani ragazzi che hanno trasformato il loro dolore in impegno all’interno di una realtà come Scampia fondando un’associazione, una compagnia teatrale e tanto altro.
La parola è passata poi a Domenico Rossi che ha cercato di raccontare, partendo da quanto detto da Roberta, della vicinanza di Libera ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia.
È uno dei punti che muove tutto il lavoro della rete di Libera, quello di stare vicino a queste persone di cui molte volte anche lo Stato si dimentica; i familiari che hanno fatto del loro dolore impegno di una vita perché tragedie come quelle che li hanno colpiti non accadano più.
Gratitudine e vicinanza anche a chi come Pino Masciari  lotta ogni giorno contro la mafia e il sistema sbagliato che ruoto intorno ad essa, denunciando chi gli chiedeva il pizzo ma anche gli uomini delle istituzione collusi con essa.
Secondo punto molto importante per Libera è il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie; ciò avviene grazie alla legge popolare promossa da Libera che tra ‘95 e ‘96 ha raccolto un milione di firme.
Esempi di come questa legge funziona e sia fondamentale per ridare alla società ciò che la mafia toglie è la Cooperativa Placido Rizzotto che lavora sui terreni che erano di Riina e che ora dà lavoro onesto e prospettive di futuro a molti giovani.
Domenico ricorda che nella provincia di Novara ci sono due beni confiscati alla mafia, uno a Borgomanero e uno tra Miasino e Ameno.
Terzo punto, ma non meno importante, è l’educazione che porta animatori ed educatori all’interno delle scuole con percorsi che trattano di legalità, giustizia ma non solo. Un lavoro che continua anche fuori, che punta ai singoli ragazzi che non hanno realtà associative o aggregative alle spalle aiutandoli a creare un presidio, luoghi di formazione e relazione e punti di riferimento per il territorio.
L’incontro si è concluso con la lettura di frammenti della lettera pastorale per l’anno pastorale 2008/2009 del vescovo di Novara, Monsignore Renato Corti.

In questa lettera troviamo: “Un invito a vivere il nostro tempo e ad abitare la città con lo spirito e la forza del Vangelo affrontando due luoghi della responsabilità adulta: la famiglia e la città”; si parla poi di “Offrire palestre di relazionalità ossia occorre un’educazione delle nuove generazioni alla cittadinanza, servono dei laboratori, va favorita una concreta esperienza, va messo in conto un tirocinio,promuovere, in questo senso, un cammino dei giovani dimostra che si prende cura del loro futuro e di quello dell’intera società”.

Ed infine un riferimento alla nostra costituzione: “La Costituzione italiana, soprattutto nella parte in cui propone grandi valori e le fondamentali scelte civili, continui ad essere strumento prezioso per affrontare anche i problemi nuovi della costruzione di una cittadinanza insieme locale e mondiale”.

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