Tappa novarese della carovana: storie di mafie a antimafia raccontate dal procuratore Antonio Ingroia

Più mafie uguale meno democrazia. Non si tratta di un bisogno di legalità. La legalità è uno strumento perché non si affossi la democrazia. Questo è lo spirito con cui abbiamo affrontato ieri  sera durante l’incontro con il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia. Di fronte a una sala gremita il procuratore ha raccontato alcuni passaggi fondamentali della storia recente italiana mettendo in luce molti aspetti dell’intreccio mafia/classe dirigente e sottolineando che nei momenti in cui c’è stata una forte volontà condivisa di sconfiggere le mafie i risultati sono stati sorprendenti. Questi momenti purtroppo sono arrivati solo a seguito di omicidi eccellenti o di stragi e si sono esauriti sempre nel momento in cui si è arrivati a toccare il livello politico della collusione.
Un paese che non risolve il problema della mafie, che hanno come specificità la capacità di entrare in relazione e spesso condizionare segmenti del potere politico ed economico (della classe dirigente) non è un paese che può dirsi pienamente democratico.
Libera rappresenta lo sforzo di chi non vuole stare a guardare, di chi vuole partecipare alla costruzione di una storia diversa che veda la democrazia descritta nella costituzione pienamente realizzata.

Ecco i video della serata

“150 di Mafie e Antimafia” con Antonio Ingroia – Prima Parte

“150 di Mafie e Antimafia” con Antonio Ingroia – seconda parte

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