Gianrico Carofiglio e il presidio “I nostri cento passi”

Giovedì 13 maggio a Borgomanero, all’interno del Parco della Resistenza, c’era molta gente venuta ad ascoltare Gianrico Carofiglio, scrittore, magistrato e senatore, tutto in una sola persona.

La serata è stata dedicata a Peppino Impastato e alle vittime della strage di Capaci, per fare memoria di queste due importanti giornate di maggio, il 9 e il 23.

L’incontro, organizzato in collaborazione fra il presidio di Libera “I nostri 100 passi” , gli studenti dei liceo classico e europeo Don Bosco e Spazio Per, era strutturato in modo che fossimo noi ragazzi a dialogare con lui attraverso numerose domande.

Le prime domande vertevano sul suo lavoro da scrittore e ha potuto parlare così dei suoi ultimi lavori come “Non esiste saggezza” e “Le perfezioni provvisorie”; è un mestiere a cui è molto legato, a cui non si sentiva mai pronto ma che ha intrapreso con molto impegno e dedizione proprio perché fare lo scrittore richiede pene e fatica, come lui stesso ci ha detto, ma dà anche molte soddisfazione soprattutto quando vedi persone che leggono il tuo libro.

Fare lo scrittore è un’attività che richiede anche una vasta cultura, infatti per saper scrivere devi aver letto molto e svariato. Non a casa nei suoi libri troviamo molte citazioni anzi, come lui stesso ci ha detto, troviamo molte “allusioni” proprio perché queste servono a lui per esprimere dei concetti.

Altre domande vertevano sul suo lavoro da magistrato, e gli abbiamo chiesto di dirci che significato attribuisce alla parola legalità e quali sono le prospettive di lavoro per i magistrati alla luce della nuova riforma della giustizia.

Dare una definizione di legalità è stato facile perché per lui tutto si basa sul rispetto delle regole della civile convivenza e questo permetterebbe di vivere in una società dove ci sia giustizia e uguaglianza.

Ha espresso poi i suoi dubbi sulle nuove proposte di riforma che vanno dal processo breve alle intercettazioni; ha reso tutto più comprensibile facendo esempi come quello del treno che da Bari porta a Roma, che piacerebbe a tutti se ci mettesse solo 3 ora per arrivare a destinazione ma ciò non è possibile se non si forniscono binari nuovi, treni e servizi più veloci, e lo stesso vale per il processo, non si può solo imporre una termine massimo ma si devono fornire gli strumenti necessari.

Ringraziamo Carofiglio per la sua chiarezza, simpatia e la dedizione e l’impegno che mette in tutto ciò che fa.

Concludo con la poesia di Anna Achmatova che troviamo all’inizio del suo ultimo libro e che parla del mestiere del poeta:

Il nostro sacro mestiere

Esiste da millenni.

Con lui al mondo non occorre luce:

ma nessun poeta ha detto ancora

che la saggezza non esiste,

che non esiste la vecchiezza,

e forse nemmeno la morte.

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