Libera mobilita “La Contessa”

bel2Giovedì 11 Marzo 2010, ore 11…ci siamo!

Mattinata intensa presso l’Istituito Magistrale “Contessa Tornielli-Bellini, dove gli studenti hanno potuto assistere e godere della Compagnia della Carovana Mobil-i-tante, nel suo unico appuntamento in terra piemontese.

Questo incontro (dal tempismo inaspettato) va a collocarsi all’interno di un progetto di vera e propria mobilitazione che vuole protagonista lo stesso istituto scolastico, dove nottetempo si è vista crescere la voglia, da parte di un interessante numero di studenti (…nonché di professori), di progettare e portare avanti un lavoro di collaborazione attiva con Libera.

Imperdibile dunque, per la “Contessa”, l’opportunità di cogliere nella piena realizzazione artistica giovani attori, forgiati dall’esperienza della Scuola di teatro e impegno civile Orme, nonché dalla quotidiana e sempre illuminante compagnia di Davide Mattiello.

Davide Mattiello, chiaro e decisivo come sempre, si è messo in gioco con i ragazzi, come a pochi riesce; provocazioni, sguardi, attenzione, una consistente timidezza dei ragazzi che, con il passare dei minuti, lasciava spazio ad una costruttiva curiosità che, ovviamente, Davide era ben in grado di cogliere e trasformare in un unico grande ed emozionante discorso.

Qualche “Banzai!” in meno rispetto al solito, ma il contenuto è stato comunque nitidamente compreso.

Ospite d’onore della mattinata, colui che lo spettacolo lo scrisse, lo portò in giro, fece sorridere, fece pensare, fece evidentemente preoccupare qualcuno. Giulio Cavalli.

bellini1Giovane commediografo lodigiano che ha colpito la sala con la sua naturalezza, con la sua giovinezza (10 anni e poco più rispetto ai presenti), ha colpito raccontandosi.

Ha colpito raccontandosi con il sorriso in volto, perché lui non vuole essere dipinto come un eroe, lui è Arlecchino…duro mestiere, in questa Italia, quello di chi fa sorridere con responsabilità, di chi schernendo sbeffeggia la paura; duro lavoro quello dell’Arlecchino.

Poche formalità, molti fatti, molti nomi, molta voglia di attivarsi. Consapevolezza crescente di fare parte di una giovane società civile che non ci sta più a incarnarsi nel pubblico; consapevolezza crescente di volere diventare, nel proprio piccolo, un popolo (Davide docet).

Mattia Anzaldi

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