La conoscenza e l’impegno

E’ difficile sintetizzare i molteplici spunti, le analisi, i dialoghi di questa intensa due giorni. Qualcosa, però, possiamo provare a dire, anzi dobbiamo. Dobbiamo perché questo paese è ammalato.

Una montagna di rifiuti alta come il Pollino ogni anno “scompare” e finisce nel giro dello smaltimento illegale gestito dalle mafie, a sottolineare, ancora una volta, quel connubio estremamente distruttivo tra criminalità organizzata e un certo mondo imprenditoriale che è disposto a qualsiasi cosa per aumentare i propri profitti. Dobbiamo ringraziare Antonio Pergolizzi di Legambiente, che grazie ai dati raccolti nel Rapporto Ecomafie 2008, ancora una volta, come dal 1994 a oggi, ha messo in evidenza come per i profitti di pochi si perpetrino veri e propri ecocidi: migliaia di ettari di terreni agricoli in cui quotidianamente si sversano migliaia di rifiuti tossici, e sui quali, si continua a coltivare, a pascolare. Dove finiscono i generi alimentari coltivati su quei terreni? E’ questo l’unico modello di sviluppo che conosciamo? Un modello che si fonda sulla distruzione dell’ambiente? Eppure dovrebbe essere chiaro, oramai, che distruggendo l’ambiente distruggiamo noi stessi, in quanto non siamo separati da esso, ma collegati, indissolubilmente.

Un’economia inquinata. Da una parte dell’Italia perché viene ostacolata la “libertà d’impresa”, dall’altra perché l’enorme disponibilità di capitali, accumulati illegalmente, non permette una concorrenza leale quando si tratta di reinvestire questi soldi. In questo caso, diciamo grazie a Tano Grasso. Lo ringraziamo per la sua storia, il suo coraggio, la sua capacità di analisi e di andare in profondità. Perché parliamo a Novara di mafie? Che cosa ci interessa? Tano ci ha aiutato a trovare una prima risposta. Il nostro è un Paese “fermo”, dove lo sviluppo è frenato perché ci sono territori a sovranità limitata, dove i capitali stranieri fuggono, dove gli imprenditori bravi sono superati dagli imprenditori collusi. Chi paga le spese di tutto questo? Tutti, anche noi.

Ma non è solo l’economia a essere inquinata. Dove c’è forte presenza mafiosa, c’è condizionamento delle scelte elettorali. Il fatto che nel nostro Paese le elezioni (almeno in un quarto del Paese) sono condizionate dalle mafie ci riguarda, in quanto le conseguenze di questo sistema ricadono su tutta l’Italia.

Considerazioni che si aggiungono a tutto ciò che ormai sappiamo succedere direttamente sul nostro territorio. E’ sufficiente leggere l’ultima relazione della commissione parlamentare antimafia, presieduta dall’on. Forgione o guardare la recente puntata di Blu notte su “Mafie al nord” andata in onda il 31 agosto o, semplicemente, leggere i giornali con una certa attenzione. E proprio per chiamarci alla necessità di essere attenti che ci siamo incontrati a Trecate con Davide Mattiello e Lorenzo Frigerio. Consapevoli che dove arriva il cemento, gli appalti, lì nascono gli appetiti delle mafie, abbiamo voluto interrogarci su come fare a vigilare sui nostri territori in vista della costruzione della “Casa della salute” a Novara e dell’EXPO di Milano.

Sempre più chiaramente capiamo come le mafie non sono “completamente altro da noi” e che non bastano, purtroppo, gli sforzi delle istituzioni per sconfiggerle. Questa guerra occorre combatterla tutti insieme: istituzioni e società civile. Il primo passo è immaginare, sognare un paese senza mafie. Seguono la conoscenza e l’impegno, di ciascuno di noi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *