REVOCA DELLA SCORTA DI PINO MASCIARI

Stiamo assistendo in questi giorni alla revoca della scorta di Pino Masciari da parte di Alfredo Mantovano, alias il presidente della Commissione Centrale di Protezione. Il 18 settembre Mantovano ha deciso che Masciari sarà autorizzato a muoversi in autonomia e con mezzi propri. Cieco dei rischi, ignaro delle denunce? Proprio no. Era stato lo stesso Mantovano a considerare a rischio la vita di Pino e della sua famiglia, in passato, non permettendogli così di rientrare in località di origine in tempo di processo. Ed allo stesso tempo, lo stesso Mantovano aveva imposto a Pino l’esclusione dal programma di protezione. Perché? Riporto qui alcuni estratti dalla relazione della Commissione Parlamentare di Inchiesta, che trovate interamente qua (http://www.scribd.com/doc/2182545/Relazione-testimoni-di-giustizia-19-feb-2008). “Per tutti i testimoni è necessario un sistema di cautele che li preservi da ogni azione intimidatrice o violenta da parte degli autori dei reati…”. “Nel corso dell’inchiesta promossa dal Comitato si è invece colto che, dopo un momento di assistenza iniziale, il teste viene “abbandonato” in balia di se stesso e delle sue esigenze familiari, lavorative e sociali che non solo non vengono prese in esame e soddisfatte, ma incontrano ostacoli – per lo più di natura burocratica – frapposti proprio da chi è, per legge, preposto a superarli e a risolverli”. Non ho nemmeno parole per commentare, lo Stato si è espresso benissimo ed altrettanto bene sta ripetendo i suoi stessi errori. Non ci sono commenti per una situazione del genere. Ogni persona che viene a conoscenza della mia storia, mi allunga la vita di un giorno”, c’è scritto sul blog di Masciari. Più o meno, si potrebbe commentare, senza afferrarne il senso. Alcuni provvedimenti sembrerebbero mirare al risultato opposto. “Ma vengo al dunque. Cosa possiamo fare noi di Libera Novara (e dintorni), materialmente, in questa situazione? Io mi accorgo che pochi, attorno a me, conoscono il nome di Masciari. E’ possibile organizzare quantomeno una campagna di sensibilizzazione, magari proprio a partire da scuole e università? Magari sui futuri libri di storia questi eventi verranno riassunti in un solo paragrafo che gli studenti scorreranno veloci, senza indagare. Ma ora non può essere così, occorre attenzione. Più di quella che già c’è.
Marta Valentina
Presidio “Rosario Livatino”

Una risposta

  1. Anto ha detto:

    Quando ho appreso la notizia sono rimasta interdetta x qualche minuto….
    Quando ci penso un po di ansia sale in me….
    Sono senza parole…..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *