Una tenda per i diritti


Oggi martedì 15 Luglio 2008 molte associazioni di volontariato e di promozione sociale del territorio novarese si sono riunite sotto la tenda delle civiltà, dei diritti e della pace per aderire alla campagna nazionale lanciata dall’Arci di raccolta di impronte digitali per dire no alla schedatura etnica tanto voluta dal nostro ministro Maroni.
Ma non solo. Abbiamo espresso il nostro no al clima di crescente razzismo e xenofobia che mina la nostra democrazia e che, nel piccolo, è tangibile anche nella città di Novara.
Il banchetto è stato attivo in Piazza Cavour fino alle 19 di sera e siamo riusciti a raccogliere quasi settanta firme, un buon numero visto che quasi il 60% dei novaresi ha votato Lega alle ultime amministrative. Siamo comunque riusciti ad incontrare molti passanti e curiosi anche solo per avere la possibilità di confrontarci su tematiche come la sicurezza nel tentativo di portarla al di fuori del tanto amato e mediatico binomio insicurezza-presenza di immigrati e sicurezza-necessità di ordine e “pulizia”. Molti i giovani che si sono fermati a chiedere informazioni, qualcuno ha lasciato la sua impronta, qualcuno invece si è detto a favore della schedatura etnica. Per quelli, numerosi, che si sono dichiarati concordi con la proposta del ministro leghista, questa schedatura è una “necessità”: “dobbiamo pur riconoscerli!”, hanno affermato alcuni, qualcun altro si è spinto ancora più in là, proponendo la marchiatura a fuoco.
Un clima decisamente difficile per chi, come noi, mira a promuovere i diritti di tutti i cittadini, in egual misura, senza distinzione di etnia e di cultura, di chi crede ancora che siano necessarie risposte politiche articolate e responsabili a problemi complessi.
Ci siamo impegnati a fare la nostra parte, a far sentire la nostra voce. Ma l’impegno deve essere un impegno costante, radicato sul territorio e aperto ad incontrare l’altro con generosità.

Serena
Presidio “Rosario Livatino”

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