Inaugurata la cascina “Carla e Bruno Caccia”

E’ stata emozionante sabato pomeriggio l’inaugurazione della Cascina Caccia, bene confiscato alla famiglia calabrese Belfiore a San Sebastiano da Po, in provincia di Torino.

Da quell’edificio, 25 anni fa, partì l’ordine di uccidere il procuratore Bruno Caccia, colpevole di essere incorruttibile e di portare avanti il suo lavoro con imparzialità e un forte senso dello Stato.
Il processo sociale e istituzionale che ha portato prima alla confisca e poi all’assegnazione del bene è un esempio dell’Italia che vorremmo, con istituzioni e società civile responsabile che collaborano per la legalità e la responsabilità sociale. 
“Vorremmo che questo luogo diventi una nuova Barbiana, un’emittente alternativa”, ha gridato Davide Mattiello, lanciando a tutti i presenti, cittadini, magistrati e politici, una grande sfida: trasformare la cascina in un luogo dove ci si possa prendere cura degli altri, di accoglienza, dove si possa creare cultura alternativa a quella mafiosa.
La cascina sarà abitata da 4 ragazzi e ragazze che hanno deciso di andare a vivere nel bene confiscato per animare e dare vita al progetto. In questi giorni è già ospitato un campo internazionale di volontariato.
Tutto questo avviene a 86 km da Novara, a testimoniare, sempre di più, che la “questione mafie” non è affare di alcune regioni italiane, ma ci riguarda direttamente e in prima persona.
Speriamo, come Libera Novara, di collaborare alla realizzazione di un così ambizioso progetto.

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