Anche noi a Casal di Principe

Siamo vicini alla carovana che stanotte è partita da Torino alla volta di Casal di Principe, per raggiungere la tomba di Domenico Noviello, testimone di giustizia ammazzato dalla camorra il 17 maggio 2008 con venti colpi di pistola.
Noviello nel 2001 denunciò un tentativo il clan dei casalesi portando cattura ed alla condanna di cinque persone, tra cui i fratelli Alessandro e Francesco Cirillo e Pasquale Morrone, quest’ultimo morto qualche anno fa per cause naturali. I fratelli Cirillo e gli altri indagati sono stati, poi, scarcerati ma alcuni di loro sono stati nuovamente arrestati per altre estorsioni portate a termine ai danni di operatori economici della zona.
Di questo omicidio, i giornali hanno parlato poco, perché sappiamo che oggi il problema della sicurezza riguarda principalmente clandestini e rom.
Non si è detto, per esempio, che nel 2003, il sottosegretario all’interno Mantovano revocò il programma di protezione a Noviello e a Pino Masciari, non ritenendolo più necessario. Masciari fece ricorso al tar del lazio e, in attesa di un pronunciamento del tribunale, non perse la protezione, mentre Noviello ha pagato con la vita il suo atto di dignità e coraggio.

Chiediamo di poter vivere in un Paese dove lo Stato difende i suoi cittadini migliori con i fatti e non solo con la retorica.

Siamo vicini a chi oggi, da tutta Italia, su proposta di Libera Piemonte si prepara alla festa della Repubblica onorando un uomo che non ha accettato che la sovranità fosse esercitata dalle organizzazioni criminali.

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