Carabinieri di Busto a processo per rapporti con la mafia. Le indagini nate dall’omicidio di Pombia

Sopralluogo dei Carabinieri sul luogo del delitto (immagine de La Stampa)

Si sarebbero rapportati per anni con la mafia gelese in Lombardia, offrendo favori. Contestazioni gravissime per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio di due carabinieri di Busto Arsizio, accusati anche di falsificazione di documenti e di altre condotte illecite.

Il caso è figlio delle indagini relative a quello che sembrerebbe un regolamento di conti maturato negli ambienti della malavita locale: l’omicidio di Matteo Mendola, avvenuto nei boschi di Pombia (NO) la sera del 4 aprile 2017. Per il delitto sono già stati condannati a trent’anni di carcere l’esecutore Antonio Lembo e il complice Angelo Mancino, mentre sarà presto in aula anche il presunto mandante, l’imprenditore edile Giuseppe Cauchi.

Ora il nuovo filone dell’inchiesta potrebbe gettare luce sul contesto criminale in cui è maturato l’assassinio e sul grado di connivenza tra esponenti della criminalità organizzata ed esponenti locali delle forze dell’ordine.

Leggi l’articolo di Marco Benvenuti su La Stampa di Novara per una cronaca più approfondita.

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