Corruzione: definitiva la condanna a 3 anni per l’ex segretario generale della Provincia di Novara

Con la pronuncia della Corte di Cassazione risalente allo scorso mese di novembre, si è concluso il processo che ha visto coinvolto per il reato di corruzione l’ex segretario generale della Provincia di Novara, Antonino Princiotta. Princiotta, che ha ricoperto l’incarico dal 2009 al 2014, si è visto confermare la condanna a tre anni di reclusione inflittagli dal Tribunale di Milano e divenuta ora definitiva.

La Corte ha deciso infatti di rigettare il ricorso alla sentenza del Tribunale di Milano del 2015, già confermata nel 2017 dalla Corte d’Appello di Milano, presentato dai tre imputati del processo: oltre a Princiotta, sono stati condannati anche gli imprenditori Francesco Cirrincione e Carlo Giomini, questi ultimi sia per il reato di corruzione sia per quello di truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione. Le vicende processuali riguardano un’autorizzazione concessa il 17 maggio 2011 da Princiotta, in qualità di dirigente della Provincia di Novara, all’azienda Eco Fly, controllata dalla Markab spa, per un impianto di smaltimento rifiuti mediante la tecnica del Desorbimento Termico Mobile. Questo impianto, secondo le relazioni tecniche del Tribunale di Milano e le intercettazioni ambientali effettuate dagli inquirenti, non avrebbe avuto le caratteristiche necessarie per poter ricevere tale autorizzazione.

Per poter ottenere le autorizzazioni necessarie, sarebbero stati versati dalla Markab a Princiotta, che in quel periodo ricopriva anche la carica di dirigente supplente al settore ambiente della Provincia di Novara, circa 60mila euro. Di questi, 12,500 euro sarebbero stati versati direttamente tramite bonifico da un dipendente dell’azienda e numerose cene sarebbero state offerte dai vertici della Markab al dirigente delle Provincia di Novara. In cambio di questi favori, Princiotta si sarebbe impegnato ad esercitare pressione sui componenti della commissione rifiuti della provincia affinché si pronunciassero positivamente nei confronti della richiesta della Markab e a interessarsi del percorso della pratica all’interno della macchina pubblica. Princiotta ha avuto una lunga carriera all’interno della pubblica amministrazione, ricoprendo il ruolo di segretario generale di numerosi comuni dell’hinterland milanese sin dagli anni ottanta. Nel 2004, in seguito all’elezione di Filippo Penati (Democratici di Sinistra, poi Partito Democratico) a presidente della Provincia di Milano, venne scelto da quest’ultimo per ricoprire il ruolo di segretario generale della provincia, incarico che manterrà sino al 2009 quando fu chiamato a Novara per ricoprire la stessa posizione dal nuovo presidente della provincia, Diego Sozzani (Popolo della Libertà, poi Forza Italia).

Nella sua attività era rimasto coinvolto in un’altra inchiesta eccellente, quella relativa al cosiddetto “Sistema Sesto”, che nel 2011 aveva visto coinvolti molti politici (tra tutti Filippo Penati), amministratori e imprenditori milanesi per presunti reati di corruzione e concussione riguardanti la riqualificazione dell’ex area Falck di Sesto San Giovanni (MI). Princiotta, insieme agli altri imputati, era stato successivamente assolto da tutte le accuse nel 2015 dal Tribunale di Monza, i cui giudici, pur confermando l’esistenza di “rapporti inopportuni tra amministratori pubblici e imprenditori” non riscontrarono comportamenti tali da giustificare delle condanne, anche a causa delle indagini della procura, definite “superficiali e lacunose”. Tali conclusioni sono poi state confermate da una sentenza della Corte d’Appello di Milano nel 2017.

Per approfondire, leggi l’articolo di Marco Benvenuti su La Stampa di Novara.

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