Di Giovanni, disposta la confisca del valore di 7 milioni

Sette milioni di beni immobili, mobili e societari: questo l’immenso patrimonio confiscato ai Di Giovanni, famiglia più volte interessata da procedimenti penali e raggiunta negli scorsi giorni da quest’ennesima tegola giudiziaria. Si conclude così il primo atto – a cui potrà seguire l’appello dei difensori – del procedimento di prevenzione instaurato in parallelo a quello penale scaturito dall’operazione Bloodsucker, giunto a una parziale definizione in Cassazione con le condanne di Pino, Franco e Giuseppe Di Giovanni.

L’operazione Bloodsucker raccontata nel video documentario L’usura nel Novarese

La Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Novara ha quindi confermato la provenienza illecita dei beni sequestrati dalla Squadra Mobile di Novara nel dicembre del 2015 e ha inoltre disposto la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per Pino e Giuseppe Di Giovanni, aggiungendo un ulteriore tassello al curriculum criminale dei destinatari del provvedimento: oltre alle condanne e ai contatti illustri con personaggi della criminalità organizzata, si aggiunge ora una quantificazione economica – certificata in primo grado – del grande potere accumulato illecitamente in questi anni dai Di Giovanni.

Per i dettagli del provvedimento, proponiamo gli articoli di Marco Benvenuti su La Stampa del 7 luglio e di Massimo Delzoppo sul Corriere di Novara del 9 luglio:

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