Minacce e spari a Tornaco, sullo sfondo c’è la ‘ndrangheta

Un avvertimento in pieno stile mafioso per risolvere una controversia insorta in ambito lavorativo: questa la conclusione cui sono giunte le indagini condotte dai carabinieri di Novara sugli spari esplosi contro un portone mercoledì 10 gennaio a Tornaco (NO).

Il proprietario di casa, un artigiano edile, ha riferito all’Arma delle minacce subite a causa del rifiuto di ultimare i lavori di costruzione di alcune villette a Brandizzo (TO) per conto di un imprenditore di nome Giuseppe Carbone: sarebbe quest’ultimo il mandante della sparatoria per cui sono stati arrestati anche il fratello Guido Carbone, il cognato Francesco Ierardi e Davide Visentin. Il gruppo, residente a Brandizzo, è ora accusato di tentata estorsione e di detenzione e porto abusivo di armi.

Oltre al possesso e alla disinvoltura nell’utilizzo di un’arma, gli inquirenti hanno indicato l’origine della forza intimidatoria di Carbone nel rapporto con elementi di spicco della ‘ndrangheta, un’ombra che si affaccia per l’ennesima volta nella nostra provincia seppur indirettamente con dinamiche già viste in passato.

Per un ulteriore approfondimento si rimanda agli articolo di Marco Benvenuti su La Stampa del 12 aprile e alla pagina dedicata dal Corriere di Novara nell’edizione del 14 aprile, con le firme di Monica Curino e Paolo Viviani:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *