Caso Giuliano: continua il processo per voto di scambio

Raimondo Giuliano, ex assessore all’Istruzione nella giunta Giordano e consigliere comunale di minoranza nell’amministrazione Ballaré, è accusato di voto di scambio (non mafioso), con altri 24 imputati.
Le indagini sono cominciate nel 2010, mentre la procura stava indagando sull’omicidio Marcoli: in alcune telefonate intercettate, la compagna di uno degli indagati raccontava dei tentativi di recuperare e convogliare consensi e voti in forza al candidato Pdl per le elezioni comunali del 2011, in cambio di alloggi popolari, rinnovi di contratti, assunzioni in ditte che lavoravano per il Comune e incarichi a tempo determinato. C’è altro materiale intercettato ancora al vaglio degli inquirenti.

Un ramo dell’inchiesta si è concentrato sulla raccolta di firme false per la presentazione delle le liste «Pdl» e «Gioventù novarese» alle comunali: molti testimoni, il cui nome era apparso sugli elenchi, sono stati ascoltati in udienza nei giorni scorsi, non confermando le siglature a penna.

Si intreccia così l’omicidio Marcoli, avvenuto in circostanze paramafiose, al caso di voto di scambio, altro illecito spesso riconducibile al tentativo della criminalità organizzata di controllare le dinamiche politiche: sperando che la magistratura riesca presto a far luce sulla questione, resta l’ipotesi che il tessuto sociale ed economico novarese non sia immune da condotte ambigue.

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