Azienda di Arona sequestrata: indaga la Guardia di Finanza

L’ombra della criminalità organizzata torna a destare preoccupazioni nel nord della provincia novarese, ad Arona, dove un’azienda locale è finita sotto sequestro nell’ambito di un’operazione dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro, grazie alla quale sono stati sequestrati beni per un valore superiore ai 6 milioni di euro ai danni di Silvestro Luigi Esposito Criolesi.

Nato a Lamezia Terme e residente a Roma, Esposito Criolesi era già stato coinvolto nel 2012 in una vasta operazione antidroga denominataMiseria e Nobiltà, scaturita dalla precedente “White Beach”: congiunte hanno portato all’arresto di 43 soggetti e smascherato l’attività di due gruppi criminali operanti nelle province di Catanzaro e Crotone, con ramificazioni in altre province italiane tra cui Milano, Napoli, Firenze e Reggio Calabria. In particolare, il soggetto in questione ha ricoperto il ruolo di fornitore di droga destinata al mercato lametino ed è stato condannato in via definitiva per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; non solo, anche per ricettazione, detenzione illegale di armi e munizioni, bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.

Recenti indagini della Guardia di Finanza avrebbero consentito di attribuire al soggetto indagato un ingente patrimonio, decisamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.
In collaborazione con lo S.c.i.c.o. della Guardia di finanza di Roma e dei reparti territoriali, sono stati sequestrati tre complessi aziendali, oltre quello aronese ne risulta uno in provincia di Pistoia e uno nella Capitale, diciassette fabbricati a Lamezia Terme, tre automezzi, rapporti bancari e quote societarie.
I fabbricati oggetto dell’attuale misura di prevenzione erano stati raggiunti da un analogo provvedimento cautelare penale nel 2012 e nel 2015, poichè Esposito Criolesi era stato denunciato già allora per trasferimento fraudolento di valori: nel tentativo di sottrarre il patrimonio immobiliare all’intervento di prevenzione, avrebbe dichiarato il fallimento della società a cui erano stati trasferiti i beni, seguito dalla successiva riacquisizione in sede di asta giudiziale tramite prestanome.

Il provvedimento da cui è partito il sequestro è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della DDA. Le vecchie condanne e le nuove imputazioni a carico di Esposito Criolesi danno l’immagine di una figura di spicco nelle attività illecite citate, probabilmente inserita in dinamiche criminali più ampie e pericolose.

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