Inchiesta Polstrada: sconto di pena per Giuseppe Vella

 

Il 14 ottobre scorso il Tribunale di Torino ha stabilito le pene per gli imputati del processo Polstrada, inchiesta che ha evidenziato un giro di corruzione nel settore del recupero mezzi in autostrada e che ha tra i protagonisti infelici il capo pattuglia Angelo Deleonibus condannato a 15 anni e mezzo; il poliziotto Giuseppe Vella condannato a 4 anni e 8 mesi;  l’imprenditore Massimiliano Grossi, titolare della GD Service di Cameri, ditta per l’appunto incaricata dei recuperi dei mezzi incidentati, condannato a 9 anni.
Concussione, peculato, falso, calunnia, e addirittura rapina e arresto illegale: questi i reati di cui sono ritenuti colpevoli.

Secondo la Procura Deleonibus, con l’aiuto di Vella, ha più volte favorito l’impresa di Grossi nel soccorso stradale, agendo per scoraggiare i competitor del settore, alcuni dei quali sono stati addirittura fermati in autostrada, multati e invitati a pagare sanzioni con verbali recanti importi inferiori.
Questo è quello che è accaduto a due autotrasportatori romeni che il 4 maggio 2014 sono stati selvaggiamente picchiati e obbligati a consegnare agli agenti in servizio la cifra di 600 euro.
Per le due vittime di aggressione e per i loro legali il Tribunale ha previsto un risarcimento pari a 20 mila euro a testa; Deleonibus dovrà inoltre risarcire il Ministero dell’Interno con una provvisionale  pari a 50 mila euro.

I legali degli imputati avevano già detto che avrebbero presentato ricorso in appello e il 7 novembre scorso  la Corte di Appello di Torino, dopo dure ore in camera di consiglio, ha ridotto la condanna di Vella a 3 anni e 4 mesi.

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