Rifiuti nella cava Marcoli: conclusione del processo con 12 assoluzioni

 


Il processo sul traffico di rifiuti alla cava Marcoli, scaturito dall’omicidio dell’imprenditore titolare del sito Ettore Marcoli il 20 gennaio 2010, si è concluso con sei assoluzioni per gli imputati Spinelli, Betteo, Gusmeroli e Porta, Ruaro e Mondini  e sei proscioglimenti per prescrizione rivolti agli imputati Fantini, Cesco, Morello Domenico, Morello Bruno, Morello Demetrio e Cassavia.
L’impianto accusatorio iniziale stimava, in seguito ad accurati controlli, il traffico e lo smaltimento illecito di 90 mila metri cubi di materiale tra il 2009 e il 2010 per un peso totale di 100 mila tonnellate e conseguente falsificazione di documenti, ma la sentenza finale del giudice Fabrizia Pironti ha modificato il delitto di traffico illecito di rifiuti (art 260 del Testo unico ambiente) nella contravvenzione di realizzazione o gestione di discarica non autorizzata (art 256 comma 3  T.u.a.), reato che cade in prescrizione più velocemente rispetto al precedente, motivo per cui i sei soggetti indagati sono considerati prosciolti.

Nessun risarcimento previsto per il Comune di Romentino, la Provincia di Novara, il Ministero dell’Ambiente, e l’Associazione La Torre-Mattarella costituiti parte civile al processo.
Il sindaco di Romentino Alessio Biondo commenta: «Dal punto di vista umano, sono solidale con queste persone che sono state assolte. Se la responsabilità non è loro, è bene che sia stata riconosciuta l’innocenza. Resta il fatto che nel perimetro della cava ci sono sostanze che non ci dovrebbero essere e qualcuno le ha portate qui. Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza. Ora però vogliamo capire cosa sarà di questo impianto, e a chi toccherà occuparsi della sua bonifica».

Segue la stessa linea il commento di Roberto Leggero, presidente dell’Associazione La Torre-Mattarella «Ci siamo costituiti parte civile dichiarando che avremmo dato al Comune di Romentino qualsiasi risarcimento avessimo ottenuto per il ripristino ambientale perché i romentinesi hanno già sofferto troppo e meritano un aiuto. Non commentiamo in alcun modo la sentenza, abbiamo e manteniamo il più profondo rispetto per la magistratura, però invitiamo la politica a far partire la prescrizione dalla scoperta del reato e non dal momento in cui lo stesso viene commesso. Esprimiamo inoltre solidarietà al sindaco Biondo per la difficile situazione nella quale si trova il Comune. Da parte nostra continuiamo con l’impegno di combattere l’abuso del territorio e la presenza delle mafie».

La cava Marcoli si trova nell’area Torre Mandelli e pochi giorni fa è stato pubblicato un bando che ha messo all’asta il perimetro del sito: resta di prioritaria importanza capire la competenza del ripristino ambientale e provvedere il prima possibile alla bonifica.

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