Di Giovanni, associazione a delinquere esclusa in appello

Lo scrivevamo in commento alla sentenza di primo grado del rito ordinario: sarà importante valutare, a bocce ferme, l’impatto dell’accusa di associazione a delinquere sulle pene rimediate dagli imputati dei processi scaturiti dall’operazione Bloodsucker. Reati come usura, estorsione e riciclaggio non sono certo di poco conto, ma la loro unione in un unico disegno facente capo a un gruppo criminale è un’accusa più grave e incisiva, capace di dare una forma più definita (per quanto sia possibile dal punto di vista giuridico) all’alone fatto di forza intimidatrice e di rapporti con esponenti della criminalità organizzata a cui più volte si è fatto cenno nel corso del dibattimento.

Ebbene, parte di questa costruzione è crollata nel giudizio di secondo grado del filone abbreviato, con conseguente ridimensionamento delle pene inflitte: riduzione da 10 e 3 mesi a 6 anni e 6 mesi per Pino Di Giovanni e da 4 anni e 6 mesi a 3 anni e 8 mesi per Franco Di Giovanni. Piccolo sconto di quattro mesi anche per Giuseppe Di Giovanni (classe ’76), la cui condanna è ridotta a 2 anni e 4 mesi, mentre sono confermati i 2 anni e 8 mesi di Massimiliano Alia.

Ora sarà interessante conoscere gli ulteriori sviluppi dell’abbreviato (è probabile un ulteriore ricorso) e l’eventuale impatto di questa decisione sull’ordinario.

Maggiori dettagli nell’articolo di Marco Benvenuti su La Stampa di Novara:

 

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