A Prato Sesia la ludopatia non esiste: esteso l’orario delle slot

«Qui non ci sono malati di azzardo»: queste le parole utilizzate per giustificare il provvedimento di estensione dell’orario di accensione delle slot da parte del sindaco di Prato Sesia, Luca Manuelli, omonimo del sindaco che meno di due anni fa dichiarava a La Stampa che la ludopatia «è un problema sociale serio e un’amministrazione ha il dovere di affrontarlo, in particolare per i più giovani, i più esposti ed indifesi di fronte ai rischi del gioco d’azzardo compulsivo». Ironia a parte, queste parole sono state pronunciate da Manuelli in seguito all’emanazione dell’ordinanza n. 16 del 15 ottobre 2015, nella quale le slot sono indicate come «strumenti di grave pericolo per la salute individuale ed il benessere psichico e socioeconomico della popolazione locale, oltre che motivo di forte disagio e origine di episodi di disturbo della quiete pubblica» e vengono citati i «dati preoccupanti» provenienti dall’ASL che indicano «un incremento dei casi presi in carico dall’ambulatorio GAP che in sette anni sono passati da 16 a 133 (più 735 per cento)».

Gli orari di accensione sono quindi stati ampliati rispetto all’ordinanza di due anni fa, quando le macchinette erano accessibili dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 23.00: ora si può giocare dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 24.00, termine prorogato fino alle 2.00 il venerdì e il sabato. Tralasciamo il merito, rispetto al quale sarà comunque opportuno fare un’analisi globale delle ordinanze comunali che applicano la legge regionale 9 del 2016, considerando che questa, all’articolo 6, dispone limitazioni «per una durata non inferiore a tre ore nell’arco dell’orario di apertura» e che i comuni la rispettano con soluzioni che variano dall’orario di Borgomanero (8.30-12.30, 17.00-23.00) a quello di Novara (10.00-13.00, 15.00-2.00 è il periodo di accensione stabilito dall’ordinanza 225 del 2017 che sostituisce provvisoriamente la 43 del 2016 oggetto di ricorso e sospesa dal Consiglio di Stato; quest’ultima stabiliva limiti più stringenti: 10.00-13.00, 18.00-24.00) ad altri orari ancora.

Quel che si vuole sottolineare è l’assurdità della motivazione di tale decisione, soprattutto alla luce di atti di segno diametralmente opposto firmati dalla stessa autorità. Come ha tenuto a sottolineare in un comunicato il comitato novarese “Mettiamoci in gioco”, di cui Libera fa parte con Adiconsum, Adoc, Auser, Arci, Federconsumatori e Legambiente, «non sappiamo quali elementi oggettivi sostengano le affermazioni del Sindaco di Prato Sesia, ma, anche se fosse così, non si comprendono le ragioni per accrescere questo rischio allungando gli orari di accensione delle slot». Auspicando un ripensamento da parte dell’Amministrazione comunale di Prato Sesia, il comitato approfitta dell’occasione per «rivolgere un plauso particolare al sindaco di Borgomanero e agli altri sindaci che da tempo hanno impegnato le amministrazioni comunali nella limitazione degli orari delle slot machines a tutela dalla salute pubblica dei propri concittadini e per contenere devastanti conseguenze sociali e sanitarie».

 

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