Concorso esterno, condannato a sette anni imprenditore novarese

Toro San Michele

Il Tribunale di Torino ha condannato a sette anni di carcere Giovanni Toro, imprenditore del movimento terra residente a Castelletto Ticino (NO) finito a processo con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa a seguito dell’inchiesta, denominata San Michele, che ha colpito la ‘ndrina di San Mauro Marchesato (KR) distaccata nella provincia di Torino e legata alla locale di Volpiano.
Per Toro e altri cinque imputati la pena è giunta mercoledì 21 dicembre al termine del rito ordinario, un anno dopo le 11 condanne inflitte lo scorso anno in rito abbreviato.

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È per quest’intercettazione che è noto alle cronache Toro, figura chiave dell’inchiesta, e uomo capace, secondo gli inquirenti, di mettere in relazione e di creare «opportunità di tipo economico-imprenditoriale tra esponenti della ‘ndrina sanmaurese e personaggi del mondo politico».

Gli altri condannati sono Vincenzo Donato (9 anni e 6 mesi), Luigino Greco (9 anni e 4 mesi), Nicola Mirante (9 anni), Ion Marian Lubine (5 anni) e Pasquale Greco (3 anni). Assolti invece Gianluca Donato, Francesco Gatto e Ferdinando Lazzaro.

Ne risulta confermato l’impianto accusatorio, che aveva messo in luce le infiltrazioni delle cosche nel tessuto imprenditoriale piemontese e gli interessi della ‘ndrangheta per i grandi appalti, tra cui quello dell’Alta Velocità.

La cronaca giudiziaria di Giuseppe Legato, su La Stampa del 22 dicembre:

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