Aste truccate a Vinzaglio, condannato l’ex sindaco

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È terminato il 25 ottobre 2016 il processo sul cosiddetto “sistema Vinzaglio”, un giro di aste falsate e favori aventi come centro il piccolo paese della provincia di Novara. Dopo le sette condanne riportate dagli imputati in abbreviato, il rito ordinario si è concluso con cinque condanne e un’assoluzione, ma soprattutto con otto prescrizioni maturate, complici anche i numerosi rinvii.

Le indagini della Procura, iniziate nel 2009, avevano portato alla caduta della giunta e all’arresto dell’allora sindaco Gian Mauro Paderno, che ha riportato una condanna a un anno di reclusione con la sospensione condizionale, mentre altre vicende sono cadute in prescrizione.

Tra gli altri condannati spicca Antonio Olivieri, il famoso Penna Bianca, faccendiere vercellese con alcuni precedenti alle spalle, tra cui l’associazione mafiosa, e un processo pendente per usura aggravata dal metodo mafioso: a lui il giudice ha inflitto 8 anni di reclusione.

L’esito di tutte le accuse lo trovate nell’articolo di Marco Benvenuti su La Stampa di Novara.

Dopo sette anni si è quindi conclusa, almeno per il primo grado, la vicenda di questo piccolo paese tra il novarese e il vercellese. Una vicenda grave, che avrebbe potuto avere dimensioni ancora maggiori se non fosse subentrata la prescrizione; un problema questo che riguarda tanti processi nel nostro Paese e che necessita di una riforma che coniughi nel migliore dei modi l’esigenza di giustizia con il diritto di difesa.

Carlotta Campanini 

L’articolo de La Stampa:

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