Cave, approvata la nuova legge regionale!

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La Regione Piemonte si è finalmente dotata di una nuova disciplina del settore estrattivo che va a sostituire integralmente la legge regionale 69 del 1978. Una normativa, quest’ultima, tanto lacunosa e superata da spingerci negli anni passati a parlare di un vero e proprioFar West delle cave”.

La gravità di alcuni avvenimenti verificatisi nel nostro territorio richiedeva un’attività non solo di denuncia ma anche di proposta e nel 2014, in occasione delle elezioni regionali, Libera Piemonte ha inserito una proposta di disciplina delle cave all’interno della piattaforma L7, contenente alcuni punti programmatici prioritari nel contrasto alle mafie nel nostro territorio.

Oggi la proposta n.5, concernente proprio la riforma del settore estrattivo, è stata accolta. La normativa fino a oggi in vigore non prevedeva un ruolo attivo della Regione nella programmazione e nel recupero delle cave dismesse e nemmeno si disciplinava in modo adeguato il riutilizzo dei materiali inerti e dei sottoprodotti sulla base dell’innovazione tecnologica. Altro passo fondamentale, per porre un freno alla possibilità che le cave diventino luogo di attività illecite e dannose per l’ambiente, si può individuare nel potenziamento delle attività di vigilanza e controllo.

Unico punto non tradotto in legge è relativo al canone delle attività estrattive, di cui Libera Piemonte chiedeva un innalzamento; punto questo su cui confidiamo ci sia possibilità di tornare in futuro. Nel complesso non si può che essere soddisfatti di questo importante passo compiuto dalla Regione Piemonte, grazie alla proposta di legge numero 165 portata in aula oggi dal consigliere regionale Domenico Rossi, votata e diventata legge della nostra Regione.

«Dopo anni di studio e di approfondimento sul tema possiamo dire addio al “Far West” – ha commentato il referente provinciale di Libera Mattia Anzaldi – La legge oggi approvata ha un valore simbolico, oltre che sostanziale, significativo: è infatti il risultato di un lungo lavoro corale di organizzazioni e istituzioni del territorio. Un lavoro che per quel che ci riguarda è cominciato la sera del 20 gennaio 2010, con il brutale assassinio dell’imprenditore Ettore Marcoli. Da allora le cronache hanno provato a più riprese quanto il settore delle attività estrattive nel nostro territorio fosse permeato da piccoli e grandi fenomeni di criminalità, non senza in alcuni casi l’intervento diretto delle cosche. Sappiamo bene che la legge non risolve tutti i problemi e che occorrerà vigilare al meglio sulla sua applicazione, ma di certo rappresenta un enorme passo avanti. Una tappa impensabile senza l’intervento congiunto della società civile e della buona politica».

Proprio questa nuova legge sarà oggetto di un evento pubblico che Libera Novara organizzerà il giorno 3 dicembre prossimo, dalle ore 15.00 presso l’auditorium del liceo Bellini di Novara.

A due anni dall’evento “Il Far West delle cave”, che mise attorno al tavolo i più qualificati esperti del tema per capire cosa non potesse mancare in un’ipotesi di riforma della normativa, con questo evento chiudiamo un ciclo di azione, alla presenza del proponente della legge, il consigliere regionale Domenico Rossi, del consigliere provinciale delegato ad Ambiente e Rifiuti, Giuseppe Cremona, del comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Valerio Cappello, e del sindaco di Romentino, Alessio Biondo.
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