Non solo usura: armi, prostituzione e ‘ndrangheta nelle testimonianze di Bloodsucker

tribunale novara

Prosegue in Tribunale a Novara il processo ordinario nato dall’operazione Bloodsucker. Al centro del dibattimento ci sono fatti di usura, estorsione e riciclaggio, ma le testimonianze stanno offrendo uno spaccato ben più ampio della vita criminale dei Di Giovanni: se nella precedente udienza sono emerse le presunte conoscenze di Pino Di Giovanni con esponenti di Cosa Nostra, tra cui l’ex autista di Totò Riina, la testimonianza di ieri ha invece evidenziato il rapporto dei Di Giovanni con Carmine Verterame e Fabrizio Parisi, condannati in via definitiva nel processo Crimine-Infinito per la loro appartenenza alla ‘ndrangheta.

Nelle stesse carte del processo lombardo si faceva riferimento alla relazione con Verterame e Parisi, resa ancora più significativa dal racconto in aula dell’ex moglie di Giuseppe Di Giovanni (nipote di Giuseppe detto “Pino”), alle cui nozze Verterame era addirittura testimone. Un dato, quest’ultimo, davvero interessante: pur non essendo mai stata dimostrata l’appartenenza dei Di Giovanni alle ‘ndrine, è inevitabile pensare all’importanza di questa celebrazione nei codici criminali.

Il racconto della donna nell’articolo di Marco Benvenuti su La Stampa di oggi:

28-10-2016_digiovanni_processo_verterame_lastampa-novara

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