Presentata a Novara la legge regionale contro la ludopatia

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Lunedì 4 luglio è stata presentata presso la sala consiliare della Provincia di Novara la nuova legge regionale per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico, di cui abbiamo già trattato.

A descrivere i punti principali della riforma e a rispondere alle domande dei presenti (amministratori, giornalisti, operatori sanitari e rappresentanti di associazioni), c’erano l’Assessore regionale alle politiche sociali Augusto Ferrari e il Consigliere regionale Domenico Rossi.

Per Ferrari si tratta di una legge importante perché «riconosce ufficialmente che il problema esiste e lo affronta sia tramite la prevenzione sia attraverso il contrasto». Sul secondo aspetto le norme principali riguardano le distanze dai luoghi socialmente sensibili, la limitazione degli orari e il divieto di pubblicità; regole rese effettive da apposite sanzioni. Al futuro Piano triennale integrato, che sarà pronto in autunno dopo un confronto con le categorie interessate (amministratori, esercenti, operatori socio-sanitari e associazioni di volontariato), spetterà invece l’enumerazione delle misure positive di prevenzione.

Rossi, relatore in aula del testo per il Partito Democratico, è entrato nel merito della legge, citando ulteriori misure, come la previsione di corsi di formazione per gli esercenti, la predisposizione di un numero verde regionale e di un logo di riconoscimento per i locali senza slot o ancora il divieto assoluto delle ticket redemption, apparecchi presenti in alcune sale giochi che prevedono una vincita di ticket, anziché di denaro, e che rischiano di “coltivare” i giocatori d’azzardo di domani.

Il consigliere Rossi ha poi sottolineato che la normativa è frutto di un bilanciamento tra l’interesse dei privati alla libera iniziativa economica e tra l’interesse pubblico alla salute dei cittadini (su questo presupposto la Corte Costituzionale ha ormai pacificamente ammesso l’intervento dei sindaci nella limitazione del gioco d’azzardo), come ben rappresenta la disciplina transitoria: i commercianti avranno dai 18 mesi ai 3 anni (in base alla tipologia di attività) per conformarsi alla nuova legge, in modo da poter rientrare degli investimenti e riorganizzarsi al meglio.

Tra gli argomenti di chi si oppone alle delibere comunali e alla legge regionale c’è la considerazione per cui si limita solo l’accesso alle slot e non altre forme di gioco altrettanto a rischio, come i gratta&vinci: «Siamo consapevoli del problema, ma è ovviamente più complicato vietare la vendita di gratta&vinci in determinate fasce orarie – ha detto Rossi – In discussione l’ipotesi è emersa, ma non abbiamo trovato appigli normativi per realizzarla e come noi anche le altre regioni che si sono dotate della stessa normativa».

Il servizio del TGR sulla conferenza:

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