Slot e ludopatia: è giusto porre limiti

SlotMachine

Nei giorni in cui alcuni esercenti protestano contro le ordinanze comunali limitative dell’accensione delle slot, in Tribunale a Novara si sta svolgendo un processo per usura nei confronti di due uomini che avrebbero prestato denaro a interessi illeciti a un pensionato gravemente affetto da ludopatia. Per continuare a sostenere la propria patologica dedizione alle slot machines avrebbe rinunciato a tutto, persino all’alimentazione e alla libertà, finendo nelle mani degli strozzini.

Inoltre non è questo l’unico esempio di legame tra ludopatia e usura: tra i numerosi casi di usura del nostro territorio ne sono recentemente giunti a sentenza due, con condanne a 6 anni e a 3 anni e mezzo, riguardanti da vicino l’indebitamento al videopoker.

I nefasti effetti economici e sociali della ludopatia, tra cui proprio la possibilità per usurai e mafie di prosperare sulla pelle di chi si ammala di gioco d’azzardo, ci spingono ad accogliere con favore ogni intervento volto a limitare, con i mezzi a disposizione, un fenomeno in continua espansione. Su tutti c’è un dato che parla da solo: dal 2005 al 2013 in Piemonte le persone affette da questa patologia prese in carico dai servizi sociosanitari (i servizi Gap delle Asl) sono passate da 166 a 1.234.

Il problema è dunque reale ed è compito delle istituzioni occuparsene seriamente con i mezzi a loro disposizione. Lo hanno fatto, insieme ad altri in provincia, i Comuni di Borgomanero e di Novara, le cui ordinanze sono state contestate con ricorsi al Tar annunciati da alcuni esercenti colpiti indirettamente dai provvedimenti.

Dopo le importanti vittorie ottenute dai Comuni che hanno deciso di regolare la materia con vincoli spaziali e temporali, tra cui a fare scuola è il pronunciamento del Consiglio di Stato favorevole all’ordinanza di Borgomanero, sembra che la battaglia decisiva si giocherà ancora una volta nelle aule giudiziarie.

Giustamente gli avvocati dei ricorrenti tenteranno tutte le strade percorribili per trovare una falla nel sistema, così come sarà compito delle controparti dimostrarne la legittimità, e spetterà esclusivamente ai giudici decidere chi ha ragione. In attesa di ulteriori sviluppi possiamo tuttavia provare a fare qualche considerazione.

Che ci sia un legame tra slot e ludopatia è innegabile; sostenere il contrario non è solo intellettualmente scorretto ma, dopo diversi anni di sensibilizzazione, fa in alcuni casi sospettare anche la malafede. Abbiamo citato pochi casi aggravati dal reato di usura, ma sono innumerevoli le storie di questo tipo trattate dal servizio Gap del SERT. Affermare che le ordinanze non colpiscano tutte le fonti di rischio e che sia sufficiente spostarsi di poche centinaia di metri per giocare senza limiti nei comuni confinanti non vale a screditare queste misure: questi sono, al contrario, stimoli ad ampliare (per quanto possibile, dati i limitati spazi di manovra delle amministrazioni) tali regolamentazioni.

Infine una riflessione tra il giuridico e il politico si può fare sulla libertà d’impresa. Secondo gli oppositori delle ordinanze queste violerebbero tale principio di portata costituzionale. Occorre tuttavia ricordare che l’art. 41 della Costituzione garantisce la libera iniziativa economica a patto che non sia contraria all’utilità sociale, legittimando (almeno in principio) tali interventi volti a salvaguardare innanzitutto la salute dei cittadini.

Intanto sul piano politico si sono schierati in difesa dell’ordinanza di Novara, oltre all’ex sindaco Andrea Ballarè, l’assessore regionale Augusto Ferrari e il consigliere regionale Domenico Rossi, tutti concordi sull’intento positivo del provvedimento, che si pone in completa armonia con la nuova legge regionale per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico.

Rossi ha anche annunciato che nei prossimi giorni la nuova normativa verrà presentata a tutti i sindaci della provincia, «sperando che ordinanze simili siano adottate dalla maggior parte dei Comuni». Il 4 luglio si terrà infatti a Palazzo Natta un incontro in cui Rossi e Ferrari illustreranno i punti fondamentali della nuova legge, che, vale la pena ricordarlo, è stata votata all’unanimità dal Consiglio regionale.

Alleghiamo l’articolo di Marco Benvenuti sul processo in corso, tratto da La Stampa di oggi:

29-06-2016_usura_ludopatia_lastampa-novara

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