Processo Schirripa, Regione Piemonte e Ministero di Giustizia si costituiranno come parti civili

bruno caccia

Mercoledì 6 luglio si aprirà in Corte d’Assise a Milano il processo contro Rocco Schirripa, accusato di aver materialmente ucciso Bruno Caccia il 26 giugno 1983 su mandato del boss della ‘ndrangheta Domenico Belfiore.

Più di trent’anni fa la ‘ndrangheta aveva la forza di colpire una delle maggiori Istituzioni stanziate nella città di Torino, la Procura della Repubblica, uccidendo il magistrato che ne era a capo. Oggi le Istituzioni decidono di far valere il danno subito costituendosi come parti civili: lo faranno sia il Ministero di Giustizia sia la Regione Piemonte.

La partecipazione dell’Ente regionale è stata annunciata dai consiglieri di maggioranza Domenico Rossi Davide Gariglio, che recentemente avevano chiesto alla Giunta di prendere una posizione.

«La costituzione di parte civile – hanno dichiarato i due consiglieri – è un segnale importante che afferma in modo forte il contrasto con cui la Regione si pone contro le mafie. Auspichiamo, in tal senso, che venga fatta luce su quanto accaduto allora: che venga fatta giustizia e si sappia la verità».

Non possiamo che condividere questo auspicio: è giusto e doveroso che a decenni di distanza dalla morte di Caccia si giunga alla verità. Prima di tutto per i suoi cari. È inaccettabile che il 70 per cento dei familiari delle vittime di mafia non abbia ottenuto verità e giustizia. Nel frattempo, preliminarmente all’apertura del dibattimento, possiamo osservare che la sensibilità delle Istituzioni a questo caso è sicuramente un segnale positivo.

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *