Nuova importante operazione dei Carabinieri contro la prostituzione cinese indoor

prostituzione indoor

Continua l’opera di contrasto alla prostituzione cinese indoor da parte dei Carabinieri di Novara, particolarmente fruttuosa da tre anni a questa parte. Dopo la chiusura di tutti gli 11 centri massaggi cinesi di Novara e la denuncia di 39 persone sospettate di gestire un giro illecito da 700 mila euro, i militari dell’Arma hanno infatti dato il via a un secondo filone di indagine che ha portato all’identificazione di 17 appartamenti, di cui 12 posti sotto sequestro, destinati alla prostituzione, alla chiusura di tre centri benessere e alla denuncia di altre 49 persone (per un totale di 88, tra cui 10 italiani), svelando un sistema del valore di 1,7 milioni di euro totali che “serviva” almeno 107 clienti: questo il numero dei fruitori identificati, provenienti non solo dal Novarese, ma anche da Vercelli e dalla Lombardia.

I dati di questa doppia operazione sono stati esposti in una conferenza stampa tenuta l’11 giugno, presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, dal Comandante Silvio Mele e dal Tenente Domenico Cerminara, che da una parte hanno sottolineato il radicamento sul territorio di vere e proprie associazioni criminali (solo qualche appartamento era gestito da singoli indipendenti) e dall’altra hanno espresso soddisfazione per l’efficacia anche deterrente delle indagini, che hanno evitato riaperture o nuove aperture di centri massaggi in città.

Interessanti sono le modalità adottate da questa rete criminale, che aveva organizzato una sorta di servizio di call center per smistare i clienti e utilizzato PayPal per gestire i loro pagamenti, oltre al solito impiego degli annunci sul web. Da non sottovalutare infine, la commistione con altre attività, come dimostra il “trasferimento” di una donna cinese (le indagini hanno rilevato che la maggior parte delle prostitute è irregolare e giunge dalla provincia nord-orientale del Liaoning) dall’attività ristorativa a quella prostitutiva.

Sul fronte opposto i Carabinieri hanno adottato gli strumenti di indagine tipici del contrasto al traffico di stupefacenti: assunzione di testimonianze, appostamenti e pedinamenti.

Sul Venerdì di Tribuna trovate l’elenco delle attività e degli appartamenti sequestrati in questo secondo filone d’indagine.

La cronaca dettagliata di Marco Benvenuti su La Stampa del 12 giugno:

12-06-2016_prostituzione_indoor_lastampa-novara

 

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