Aste falsate a Vinzaglio, il Pm Caspani chiede la condanna dell’ex sindaco

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Piccolo è bello: con questa locuzione il professore Nando Dalla Chiesa spiega la predilezione delle mafie per il radicamento nei piccoli comuni, lontani dai riflettori e più facili da controllare. In questo caso non parliamo di infiltrazioni mafiose, anche se un punto di collegamento con la criminalità organizzata c’è, ma possiamo riadattare l’espressione del professore al presunto sistema corruttivo che ha interessato Vinzaglio, paese di 546 abitanti in provincia di Novara, al confine con il Vercellese.

A Novara si sta infatti celebrando un processo, già giunto ad alcune condanne, per reati che comprendono il tentativo di concussione, l’abuso d’ufficio e la turbativa d’asta nei confronti di 14 imputati, tra cui l’ex sindaco Mauro Paderno, l’ex assessore Massimo Antonelli e l’imprenditore Antonio Fernando Olivieri, detto Penna Biancagià condannato per 416-bis e alla sbarra per usura aggravata dal metodo mafioso nel processo scaturito dall’operazione Aequanius.

Accuse pesantissime che, ancora prima dell’eventuale conferma da parte del giudice, ci devono mettere in guardia: nessun territorio è immune da fenomeni di questo tipo, soprattutto i piccoli comuni in cui bastano poche decine di preferenze per entrare nell’amministrazione.

Gli imputati e le richieste del Pm Caspani nell’articolo di Marco Benvenuti de La Stampa:

13-04-2016_vinzaglio_corruzione_lastampa-novara

 

 

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