Il dottor Coluccio e la ‘ndrina di Novara

novara dall'alto

Rocco Coluccio, biologo e imprenditore originario di Marina di Gioiosa Ionica (RC) e residente a Novara, è affiliato alla ‘ndrangheta. Ancora di più: ne è un «esponente di spicco», il «punto di riferimento per la riorganizzazione della ‘ndrangheta delocalizzata nel Nord Italia e specificamente nella zona di Novara». È quanto si legge nella sentenza di condanna della Corte di Cassazione, che mette la parola fine all’iter processuale del novarese, passato per due volte dal giudizio d’appello a quello di cassazione: 6 anni di reclusione, al netto della sconto di un terzo della pena connaturato al rito abbreviato.

L’omicidio Novella e la riorganizzazione della Lombardia

14 luglio 2008: Carmelo Novella, boss della ‘ndrangheta in Lombardia, viene ucciso per aver progettato l’autonomia delle cosche del nord dalla casa madre calabrese. In attesa di un successore viene nominato reggente ad interim Pino Neri, avvocato a capo della locale di Pavia. Coluccio è uomo di fiducia di Neri e in alcune intercettazioni risulta come il tramite tra l’avvocato e gli aspiranti successori di Novella; più in generale risulta aver avuto un ruolo nella fase preparatoria del famoso summit di Paderno Dugnano, che ha decretato la nomina a Mastro Generale della Lombardia di Pasquale Zappia.

Il dottor Coluccio di Novara

M: «Chi è questo dottor Coluccio?»
P: «È quello che è venuto a fare la cosa dello strumento.»
M: «Ah! Gli ho parlato solo per telefono, non ho parlato di persona.»
P: «Quello è in gamba, sia a livello di ‘ndrangheta che a livello di massoneria (…) io questo voglio andare a vedere, voglio andare a vedere cosa mi dice…»

L’intercettazione ambientale del 18 maggio 2009, contenuta nell’ordinanza del Gip, capta il discorso tra Vincenzo Mandalari e Pietro Francesco Panetta, boss delle locali di Bollate e Cormano. Scrive la Corte d’Appello di Milano, interpellata la seconda volta: «La valutazione appare inequivocabile: seppure condita di una possibile deferenza nei confronti del Coluccio, derivante dalla sua raggiunta posizione sociale e professionale, essa è effettuata da soggetti terzi, assolutamente operativi». Quindi il “dottore” sembra essere una figura di rilievo della ‘ndrangheta al Nord e non solo: è il tramite per arrivare a Neri, partecipa a riunioni importanti e a un matrimonio avente una «funzione strategica e di incontro tra i responsabili delle varie articolazioni delle locali periferiche», continua la Corte.

Lontano dall’essere estraneo a questo mondo criminale, le risultanze probatorie inquadrano Coluccio come un «esponente di spicco della `ndrangheta al nord con un ruolo primario e tutt’altro che marginale», scrive la Cassazione. A niente sono valsi gli elementi portati dalla difesa a discapito dell’imputato, in particolare una conversazione intercettata tra due affiliati in cui uno dei due interlocutori afferma che il biologo «sa parlare, sa fare, però non ha le scuole…su certe cose non ne vuole sapere più di tanto, eh…ha una professione». La Corte d’Appello ha rilevato che gli interlocutori non alludono a una presunta estraneità di Coluccio rispetto alla ‘ndrangheta, ma piuttosto alla sua diversa formazione culturale, estranea da una di tipo tradizionale effettuata attraverso la pratica di crimini comuni: «Il Coluccio serviva l’organizzazione malgrado lo stesso non avesse fatto le “scuole”, ovvero non avesse effettuato il percorso criminale che costituiva il curriculum tipico del partecipe all’organizzazione».

La ‘ndrina distaccata di Novara

M: «Lui dice che ci sono paesani suoi che rispondono tutti direttamente laggiù. Poi gli chiedo meglio. A meno che non fa confusione con quelli di Novara…perché questi di Novara sono di Grotteria?»
P: «No! Della Marina! Di Rocco Aquino.»
M: «Che non stia facendo confusione con quelli.»
P: «(…) perché se c’erano questi qua…gli dici: Cenzo, vedi che come locale sono una ‘ndrina distaccata di Novara e Panetta praticamente ha partecipato quattro volte ad alcune cose loro.»

In quest’altra intercettazione, contenuta nella richiesta di misura cautelare della DDA di Milano e citata nelle sentenze, Panetta spiega a Mandalari che la ‘ndrina di Novara ha un filo diretto con la cosca Aquino di Marina di Gioiosa Ionica, paese di cui Rocco Coluccio è originario. Pino Neri, in una conversazione sempre riportata nella richiesta della Procura, afferma che «Rocco ci tiene assai.. Rocco Aquino, pure che loro sono a Novara che hanno la cosa loro…(inteso la locale ndr)».
La locale o ‘ndrina di Novara sembra essere direttamente collegata alla Calabria e quindi indipendente dalle strutture settentrionali. È proprio questa indipendenza che, secondo la (seconda) Corte d’Appello, potrebbe essere il motivo dell’assenza di risultanze novaresi nell’operazione Minotauro contro le cosche stanziate in Piemonte.

La presenza della ‘ndrangheta a Novara è quindi citata in più conversazioni tra membri dell’organizzazione, ma non è stata approfondita per evidenti ragioni di competenza territoriale. Concludono infatti i giudici della Corte d’Appello: «gli elementi sopra elencati appaiono a questa Corte certamente sufficienti per ritenere provata la partecipazione del Coluccio all’associazione criminale denominata Lombardia, essendo scarsamente rilevante che egli aderisca anche al gruppo di Novara. (…) Per questo può ritenersi che sia stata corretta la collocazione del medesimo all’interno del locale di Pavia, pur avendo egli operato, più che in uno specifico locale, proprio nell’ambito della provincia in questione».

La collocazione all’interno della locale di Pavia sembra quindi stata più dettata da esigenze investigative e processuali che da riscontri reali, tanto che Coluccio non ha partecipato al summit lombardo di Paderno Dugnano. Ritorna quindi inevitabilmente una domanda che Libera Novara fece nel 2011: se a Novara esiste una locale, o una ‘ndrina, chi sono gli altri membri?

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