‘Ndrangheta, condanna definitiva per il novarese Rocco Coluccio

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È definitivo: il biologo e imprenditore Rocco Coluccio appartiene alla ‘ndrangheta. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza del 20 gennaio 2016 (il cui testo è stato recentemente reso disponibile sul sito della Suprema Corte), che conferma la condanna a sei anni in appello del novarese coinvolto nel processo scaturito dall’operazione lombarda Infinito. O meglio, la seconda condanna in appello, visto che la Cassazione ha in un primo momento annullato la decisione di secondo grado per l’insufficienza della sua motivazione a dimostrare le responsabilità dell’imputato.

Questa volta, invece, i giudici milanesi hanno evidenziato «con particolare chiarezza», secondo la Cassazione, la rilevanza del ruolo dell’imputato «nella riorganizzazione della ‘ndrangheta nelle regioni della Lombardia e del novarese dopo la morte del Novella», il capo della Lombardia ucciso per i suoi propositi scissionistici. I rapporti di Coluccio con gli esponenti di vertice della ‘ndrangheta – prosegue la Corte – non sono occasionali né conviviali, ma evidenziano come egli rappresenti «un sicuro punto di riferimento per la riorganizzazione della ‘ndrangheta delocalizzata nel Nord Italia e specificamente nella zona di Novara». Il condannato è infatti considerato un autorevole «esponente di spicco della `ndrangheta al nord con un ruolo primario e tutt’altro che marginale».

Anche se non è mai stata individuata una locale di ‘ndrangheta nel nostro territorio e Coluccio è ritenuto organico a quella di Pavia, Novara è citata in più punti della sentenza. In particolare è riportata una conversazione tra due affiliati in cui si fa riferimento a una «‘ndrina distaccata di Novara» e viene anche detto che «quelli di Novara sono della Marina», cioè affiliati alla cosca Aquino di Marina di Gioiosa Ionica, di cui Coluccio è originario.

Siano o meno veritiere queste affermazioni, esista o non esista una locale a Novara, il processo Infinito ci consegna intanto la condanna di due novaresi e “mezzo” per associazione di stampo mafioso: oltre a Coluccio, infatti, nel 2015 sono già stati condannati definitivamente, in quanto appartenenti alla locale di Erba, anche Carmine Verterame (12 anni e 5 mesi), residente a Borgomanero, e Fabrizio Parisi (11 anni), residente a Ghislarengo (VC) ma uomo di fiducia di Verterame.

Leggi anche: “Il dottor Coluccio e la ‘ndrina di Novara”

La sentenza di condanna nei confronti di Rocco Coluccio.

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Una risposta

  1. Roberto Leggero ha detto:

    Credo che a questo punto l’esistenza a Novara di una locale non sia più una mera supposizione ma un dato di fatto che occorre accettare e far conoscere se si vogliono realizzare delle forme di contrasto culturali e politiche efficaci a livello locale.

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