Amianto a Vespolate, i primi quattro indagati

sequestro vespolate

La Procura di Novara ha notificato quattro avvisi di garanzia nell’inchiesta sulla bonifica dell’amianto a Vespolate, dove nel 2003 è stata scoperta la presenza del materiale nocivo in nove chilometri di strada: un dirigente e un tecnico della Provincia, un professionista e il titolare della ditta che ha eseguito i lavori, la Uno Emme di Medolago (BG), sono indagati a diverso titolo per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e falso.

Il progetto di bonifica, completato per 3/4, prevede lo stoccaggio del materiale estratto dalla strada all’interno di due vasche situate nei pressi del cimitero del paese. La prima delle due, già sequestrata dai Carabinieri nel 2013, è stata nuovamente posta sotto sigilli dal Corpo Forestale il 16 luglio 2015, pochi giorni dopo il sequestro di alcuni documenti relativi alla bonifica presso la Provincia di Novara e i rilievi svolti in loco da Forestale, Arpa e Provincia.

Attualmente i lavori sono fermi per la necessità di affidarli a una nuova ditta, visto che la Uno Emme è stata interdetta, per altre vicende, da un’informativa antimafia, e per un contenzioso sorto tra Provincia e Regione: quest’ultima, ente finanziatore della bonifica, ha “chiuso i rubinetti” a seguito di una variazione progettuale disposta in autonomia dalla Provincia. Il sequestro invece è irrilevante, rimanendo a disposizione la seconda vasca.

L’articolo di Marco Benvenuti su La Stampa del 13 febbraio ricostruisce la vicenda, di cui questa indagine rappresenta solo il primo troncone:

13-02-2016_vespolate_amianto_indagini_lastampa-novara

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